
DI ANTONIO PADELLARO16 GENNAIO 2022
“Ci ha dato un’idea di politica fatta di brave persone”.
Cesare De Virgilio, un giovane venuto da Bari ai funerali di David Sassoli, “Il Messaggero”
Quella è una brava persona: quante volte abbiamo detto o ascoltato questa definizione che non ha quasi mai bisogno di essere declinata, poiché le brave persone lo sono prima di tutto nella considerazione degli altri. Nella reputazione che hanno conquistato presso il prossimo. Non esiste un manuale per essere una brava persona: in genere lo si è e basta, c’è tutta una vita a dimostrarlo. Spesso si dice: è una brava persona, tanto è vero che non ha fatto carriera. Come se avere successo nella vita fosse una controindicazione per le brave persone, un sintomo che in fondo qualcosa nell’essere delle brave persone non ha funzionato. Perché, questo dice il senso comune, se fosse stata veramente una brava persona non sarebbe mai diventato quello che è diventato. David Sassoli è uno che “ha fatto carriera”, una splendida carriera, fino a raggiungere il vertice del Parlamento europeo. Dopo aver raggiunto meritata popolarità e successo come firma del Tg1. Eppure era lo stesso (e continua a esserlo nel ricordo di tutti) una brava persona. Dunque, come ha detto quel giovane specializzando in Medicina venuto da Bari, esiste “un’idea della politica fatta di brave persone”. Coloro che compiono quotidianamente il proprio dovere (altra parola straordinaria) con dedizione e competenza. Che godono dell’affetto di chi li ama, ma anche del rispetto di chi non li ama (a parte qualche mascalzone social). Considerata la disistima che circonda il potere politico (e il potere tout court) non è qualcosa di miracoloso? Sono (rari) personaggi politici considerati perbene anche per contrasto rispetto a certi loro colleghi considerati non perbene (e non sono pochi). Un giudizio, tuttavia, che in qualche caso può rivelarsi controverso.
Chi scrive considera, per esempio, non particolarmente perbene un ex premier che si candida al Quirinale pur se condannato in via definitiva per frode fiscale (senza contare un’ottantina di processi in cui è riuscito a farla franca ma che pure qualcosa vogliono dire). Questo signore cerca di convincere i cosiddetti Grandi elettori che non conosce (e a cui si presenta, soprattutto se donne, come “quello del bunga bunga”). Agisce attraverso la lusinga e qualche concreta promessa chiamandoli uno per uno, come farebbe un piazzista di sciroppi miracolosi. Questo per limitarci all’essenziale visto lo spazio ridotto della rubrica. Ecco, chi scrive (e, probabilmente, anche chi legge) sogna che al Quirinale vada soprattutto una persona perbene. Un presidente come Sergio Mattarella. E come avrebbe potuto essere David Sassoli. “Auguri a noi e auguri alle nostre speranze, grazie e buona strada”: ha detto rivolta al suo papà la figlia Livia al momento del commiato. Auguri che facciamo anche nostri. Che ci riguardano. Parole splendide, come quelle pronunciate dalla mamma Alessandra e dal fratello Giulio. Sì, la famiglia perbene di un uomo perbene.
