
Albisola Superiore 5/01/2022
Buongiorno, sento la necessità morale e civile di dare comunicazione di quanto ho vissuto ieri mattina e che ritengo personalmente vergognoso, pericoloso per la salute pubblica e alquanto imbarazzante per chi l’ha generata; in particolare scrivo anche in copia agli organi istituzionali, ma anche agli organi di stampa affinché – se vogliono – possano darne evidenza ai cittadini della nostra provincia di Savona. Mi limito a raccontare i fatti lasciando a chi legge ogni giudizio e considerazione in merito, ma auspicando che gli organi preposti vogliano intervenire in favore di noi cittadini. Dovendo partire per l’estero ho prenotato nelle settimane scorse un tampone molecolare (PCR) per me e la mia fidanzata presso il Centro San Niccolò di Albissola Superiore; per rispettare le tempistiche richieste dai regolamenti (validità 72 ore) mi è stata confermato l’appuntamento nella data richiesta e la consegna in 24, massimo 48 ore a un costo di 50 euro/cad. Arrivato puntuale all’ora indicata mi sono trovato ad attendere in una stanza con una notevole quantità di persone, senza possibilità di rispetto delle distanze, senza particolare aereazione, senza alcuna attenzione e indicazione all’osservanza di regole e leggi da parte del personale del centro e, cosa inaccettabile, con persone arrivate senza prenotazione (e accettate) per verificare una possibile pervenuta positività o cessazione – non certa – della malattia!!! In tale situazione l’attesa è stata di circa un’ora rispetto all’orario indicato e – oltre allo stato di prossimità con persone certamente positive al virus – abbiamo notato che nessuna sanificazione veniva eseguita nelle stanze dei tamponi tra una persona e l’altra. Tuttavia, la sorpresa maggiore l’abbiamo avuta all’accettazione, perché solo in quel momento ci è stato comunicato che – a seguito di una fantomatica circolare interna risalente alle 5.00 della mattina stessa – non era più possibile garantire il tampone entro 24 – 48 ore, ma solo in 72 (!!), salvo avessi pagato una quota aggiuntiva arrivando a 115 euro a tampone contro i 50 euro inizialmente previsti. Considerando che la validità di un tampone per consentire la partenza di un viaggio è 72 ore, la consegna ritardata a 72 ore avrebbe pertanto reso inutile il risultato dell’esame e impedito la partenza!!! Obbligato dalle circostanze, ho così mio malgrado pagato 230,00 euro conto i 100,00 indicati all’atto della prenotazione, sentendomi anche dire dal personale del centro – in modo poco simpatico – che in ospedale avrei pagato 90,00 euro senza garanzie sui tempi di consegna (!!!), per cui dovevo ringraziare e ritenermi fortunato (!!!). Augurandomi attenzione a questa mia, spero in un intervento da parte degli organi di controllo preposti e un riscontro a quanto sopra descritto. Con l’occasione porgo a tutti un cordiale saluto. Stefano Pulcini ALBISOLA SUPERIORE L’assalto ai tamponi mette in difficoltà l’Asl, ma anche i centri privati. E i laboratori non riescono a far fronte alla mole di campioni da processare, con la conseguenza che si allungano i tempi necessari per fornire l’esito agli utenti. Al Centro San Nicolò di Albisola, uno dei più importanti poli sanitari della provincia, si rivolgono decine di persone ogni giorno per eseguire i tamponi molecolari e, proprio a causa della mole di test da processare, la direzione è stata costretta ad allungare la scadenza di consegna del responso, passando dalle canoniche 24/48 ore a ben 72 ore. Una situazione che ha fatto sollevare le proteste di chi ha necessità del tampone per motivi di lavoro o di viaggio, come nel caso del lettore che ha segnalato il caso a Il Secolo XIX. Di fronte alle contestazioni, il Centro San Nicolò non nasconde che l’innalzamento della curva dei contagi stia creando molte difficoltà nelle operazioni a livello nazionale e rende più difficile rispettare i tempi di refertazione dei tamponi che erano garantiti in precedenza. La direzione respinge accuse di inosservanza delle normative e in generale della tutela della salute dei clienti e dei dipendenti. «I locali adibiti ai prelievi assicurano idonei distanziamento, aerazione e sanificazione, come peraltro accertato di recente dai Nas, che hanno constatato il rispetto di ogni regola senza effettuare alcun rilievo. Tutto ciò è frutto dell’impegno profuso dal nostro personale che cerca in ogni modo di agevolare e venire incontro in ogni modo alle esigenze dei clienti. Purtroppo l’improvvisa diffusione dei contagi, che ha generato gravose difficoltà all’intero sistema salute nazionale, ha reso più complessa anche la gestione dei tempi di refertazione. Synlab, gestore del punto prelievi che ospitiamo, ha reso note le modalità di refertazione non appena preso atto della trasformazione dei volumi che si sostanziano nella possibilità di scegliere due percorsi diagnostici: il primo, quello standard, con referto atteso entro le 23,59 di due giorni successivi al prelievo; il secondo, quello con la garanzia certa di un esito entro le 23,59 del giorno seguente il prelievo. Il primo percorso ha un costo di 50 euro, il prezzo più basso in Regione Liguria; il secondo percorso ha un costo di 100 euro per il fatto che viene gestito con flussi di logistica e processi di laboratorio dedicati. Questo viene proposto al paziente in totale trasparenza. Da parte nostra pertanto vi è stato, come sempre, un comportamento corretto e lineare non dipendendo il suddetto aumento dalla nostra volontà».Il problema dell’assalto ai tamponi è arrivato sulla scrivania del sindaco Maurizio Garbarini. «Purtroppo la diffusione dei contagi sta riproponendo i problemi già visti – spiega il sindaco -. Anzi, siamo di fronte a numeri che neppure l’anno scorso, in piena pandemia, erano stati rilevati. C’è una situazione di emergenza ovunque e tutti i laboratori sono sotto pressione». —
