Polizia locale e carabinieri hanno avviato l’inchiesta con la pesante ipotesi d’accusa
L’agenzia immobiliare coinvolta: «Siamo parte lesa, il nostro legale chiarirà tutto»

Giovanni Vaccaro /

ALBISOLA

Si moltiplicano le segnalazioni di casi di appartamenti affittati a persone altrettanto ignare all’insaputa o con informazioni diverse fornite ai proprietari. E l’agenzia immobiliare di Albisola, finita nel mirino di decine di clienti furibondi, a sua volta si è affidata ad un legale per tutelarsi, puntando il dito contro l’operato di una dipendente e dichiarandosi parte lesa. Le denunce sono state depositate ai carabinieri di Albisola, ma ora anche la polizia locale sta svolgendo accertamenti. Finora sono emersi almeno 35 casi di appartamenti che venivano affittati a persone e famiglie con contratti prestampati e a questo punto di dubbia validità. In molti casi gli affittuari sono persone straniere, che hanno difficoltà a leggere e comprendere a pieno il testo del contratto che veniva fatto firmare, e che quindi si sono ritrovate danneggiate come i proprietari. E parte lesa si dichiara anche l’agenzia, che deve far fronte alle proteste dei clienti. Di sicuro il danno di immagine è pesante. I titolari hanno deciso di affidarsi all’avvocato Dominique Bonagura di Savona. «Dal momento che c’è un’indagine in corso non possiamo rilasciare dichiarazioni, ma siamo anche noi parte lesa», si limitano a precisare i titolari dell’agenzia, contattati ieri da Il Secolo XIX (lunedì era chiusa), che stanno ora cercando di ricostruire l’accaduto verificando l’operato di una dipendente. Sarebbe stata una sola persona a gestire il “pacchetto” di affitti che ha scatenato la bufera. Ma il settore immobiliare è in subbuglio: «Una situazione senza senso – commenta Nadia Freccero, titolare di Eurocasa e referente per Albisola della Federazione italiana agenti immobiliari professionali -, come è possibile che sia andata avanti così a lungo? E come pensavano di venirne fuori i responsabili di tutto ciò? Il dramma è che ora ci sono persone che stanno piangendo, perché i proprietari sono giustamente arrabbiati, ma gli affittuari erano in buona fede e ora si trovano senza casa. Stanno emergendo tanti casi e ci sono le denunce, ora valuteremo anche noi come muoverci come categoria con il presidente provinciale. Anzi, noi per primi auspichiamo maggiori controlli. La nostra categoria è già criticata, questi comportamenti creano un danno enorme a tutto il settore».«Quello che sta venendo fuori ha dell’incredibile – commenta l’assessore al commercio Luca Ottonello -, sono già in corso le indagini da parte dei carabinieri, ma come amministrazione comunale abbiamo deciso di avviare accertamenti con la polizia locale». Dai primi riscontri sta venendo fuori che decine di famiglie hanno versato da 600 a 6.000 euro ciascuna per affittare gli appartamenti, a seconda della durata del contratto. Alcuni erano talmente sicuri della sistemazione da aver già acquistato i mobili nuovi e ora quasi tutti dovranno lasciare le case. –