
Il governo di larghe intese non piacerebbe a molti esponenti dell’area della sinistra
il caso
Luisa Barberis
Cairo
Il Pd rompe gli indugi e appoggerà Fulvio Briano nella corsa per la poltrona da sindaco di Cairo 2022. Il puzzle degli schieramenti politici inizia a delinearsi, ma regala subito colpi di scena e veleni, soprattutto all’interno dello stesso centrosinistra che ora rischia di spaccarsi. «Il Pd di Cairo, a seguito di un percorso e una discussione interna che ha visto coinvolte tutte le anime del partito, ha deciso in modo compatto di appoggiare la candidatura a sindaco di Briano», recita la nota firmata dal segretario cittadino Michele Di Sapia. Poche righe, seguite da aperte critiche all’amministrazione uscente («Abbiamo assistito a un totale immobilismo dell’amministrazione Lambertini e il nostro obiettivo comune è porre fine a questo disastro durato ormai troppi anni. Cairo merita ben altro»), che hanno però avuto l’effetto di un uragano in città.L’endorsement a Briano è infatti arrivato dopo settimane di trattative, cambi di prospettiva, indecisione e confronti. Da ormai un anno il centrosinistra era al lavoro per individuare una figura da contrapporre al sindaco uscente Paolo Lambertini, che si ricandida. L’incognita era tra i consiglieri di opposizione Alberto Poggio e Giorgia Ferrari: nessuno dei due è tesserato Pd, ma, vista l’indisponibilità di Matteo Pennino, gli esponenti Dem erano comunque propensi a compattare una nuova squadra attorno a uno dei due. In questo quadro è però arrivato il passo avanti di Briano, che ha preso tutto, lasciando sul campo mal di pancia e la delusione di alcuni consiglieri uscenti, che dopo 5 anni di opposizione, ambivano a candidarsi. Anche Briano non è più tesserato Pd, ma è già stato sindaco dal 2007 al 2017 e segretario provinciale in coincidenza con il cambio di amministrazione a Palazzo Sisto. «Riteniamo Briano una persona autorevole – recita ancora la nota Dem – competente ed esperta, collaboreremo in modo propositivo al progetto civico da lui proposto anche in un ottica di unitarietà di tutte le forze progressiste cairesi». Il rischio è una spaccatura: Poggio ha già fatto sapere di essere interessato al progetto dell’avvocato e potrebbe entrare in lista. Quasi certa è anche la convergenza di Nicolò Lovanio. Di diverso avviso, almeno secondo indiscrezioni, è Giorgia Ferrari, che al momento si trincea dietro al silenzio (Il Secolo ha provato a contattarla senza risultato), ma sarebbe da mesi al lavoro per candidarsi a sindaco e costruire un progetto che guarda all’ambiente e all’ospedale. Un tema quest’ultimo, molto caro alla Ferrari, e che l’ha sempre portata in contrapposizione con Lambertini.–
