
SULLO SCIOPERO GENERALE – Giovedì Cgil e Uil scenderanno in piazza, come non succedeva dal 2014. “La protesta è un diritto costituzionale, non capisco l’ostilità verso Cgil e Uil, ma sul fisco il governo ha fatto scelte giuste”
11 DICEMBRE 2021
Il governo Draghi sembra una nave che pende verso destra. Ma il ministro dell’Agricoltura, il 5Stelle Stefano Patuanelli, giura di no: “Il premier ascolta tutti e poi decide: è l’unico modo per governare questa maggioranza”.
Cgil e Uil sono additate come irresponsabili perché hanno organizzato uno sciopero generale. Non è un bruto segnale?
Lo sciopero è un diritto costituzionalmente garantito, e questo credo che sia il giusto modo di porsi. Dopodiché vanno ascoltate tutte le ragioni, quelle dei sindacati, quelle dei datori di lavoro e quelle dei cittadini. Decidere tocca alla politica, però la critica al metodo va presa in considerazione, e alcune richieste dei sindacati vanno comprese e ascoltate. Credo sia giusto chiedersi quale sarà il futuro dei giovani per quanto riguarda le pensioni. E un discorso su un maggiore incentivo al lavoro stabile va fatto.
Chi critica il governo è tacciato di remare contro.
Non credo che faccia bene a un Paese ridurre la politica e il confronto a un rumore di fondo. Ma non penso che questo esecutivo voglia farlo.
Perché questa insofferenza per i sindacati?
Fatico a trovare una ragione.
La riforma del Fisco darà di più alle fasce medio-alte che ai poveri. È un fatto, no?
Non sono d’accordo, sulla riforma si è raggiunto un buon equilibrio. Sostenere il ceto medio che rischia di scivolare verso la povertà andava fatto. Dopodiché abbiamo varato l’assegno unico che tutela le fasce di reddito più basse e incrementa di oltre 6 miliardi la spesa storica per le famiglie.
Ma il contributo di solidarietà non è passato. Anche voi 5Stelle vi siete divisi.
Non è vero, la discussione tra noi è stata serena e abbiamo deciso tutti assieme. Draghi aveva proposto di posporre di un anno la parte della riforma che tocca la fascia sopra i 75mila euro, così da aiutare le persone più in difficoltà mettendo più risorse per le bollette. Ma centrodestra e Iv non erano d’accordo.
Lo vede che i poveri sono stati penalizzati?
No, sotto i 15mila euro tra no tax area e detrazioni l’imposta progressiva è molto bassa.
Che fine ha fatto il decreto anti-delocalizzazioni?
Mi auguro che arrivi presto in Cdm, perché se ne parlava già da quando ero ministro al Mise. Non si possono aprire ogni volta tavoli di crisi con multinazionali che se ne vanno dove la manodopera costa meno.
Se Draghi si sposta da Palazzo Chigi al Colle la maggioranza rischia: lo dicono sia Letta che Conte.
Le motivazioni per cui è nato questo governo ci sono ancora tutte: l’emergenza per la pandemia c’è ancora e il Pnrr va ancora attuato a pieno. Per guidare questa maggioranza ci vuole una persona autorevole come Draghi, e questo governo deve continuare anche dopo le votazioni per il Colle.
Ma con Draghi eletto alla prima chiama i 5Stelle eviterebbero di frantumarsi nel voto segreto, no?
I 5Stelle nei momenti importanti sono sempre stati compatti, e con i se e i ma non si fa la storia. L’iniziativa di Conte di interloquire con tutti i partiti per individuare un profilo istituzionale è la strada per evitare una serie infinita di votazioni.
Conte potrebbe evitare di riservare continui elogi a Berlusconi.
Non mi sembra che gli abbia riservato elogi eccessivi. Gli ha dato atto di essere stato un protagonista, che continua ad avere centralità. Ma ha anche detto che non sarà mai il nostro candidato.
Mi dice una cosa buona fatta dal Caimano?
Quanto fatto col Milan, Gullit e Van Basten.
Lei è stato il primo 5Stelle a parlare di una donna al Quirinale. Ma è un identikit senza nome, o no?
Un nome in testa ce l’ho, ma non lo dirò neanche sotto tortura.
La voterebbe Marta Cartabia, la ministra della controriforma sulla Giustizia?
Qualsiasi risposta sarebbe strumentalizzata, quindi non rispondo.
Alessandro Di Battista ripete che voi 5Stelle state perdendo l’anima.
Penso che abbia torto: io sono nel M5S dal 2005, quando c’erano solo gli Amici di Beppe Grillo, ho fatto il capogruppo e il ministro e non credo di aver perso l’anima. Stare fuori è molto più semplice, invece governando si “rischia” anche di migliorare la vita della gente come col Reddito di cittadinanza e il Superbonus.
