GIOVANNA DAMONTE L’assessore del Comune di Arenzano picchiata da due giovani durante un viaggio in treno

L’intervistaValentina Bocchino
ARENZANO
Assessore Damonte, lei è stata aggredita dopo aver ripetutamente chiesto a due giovani di indossare le mascherine. Cos’è successo di preciso?«Lui era senza mascherina, lei ce l’aveva, ma la teneva abbassata. Avranno avuto 18 anni. Ho chiesto loro di mettersela, la ragazza ha subito risposto che lui non l’aveva. Così ho tirato fuori dalla borsa una mascherina nuova, che tenevo per riserva, e gliel’ho regalata. Lui ha ringraziato e l’ha indossata, mentre lei ha continuato a tenere la sua abbassata. Si sono scambiati qualche effusione, come tutti i ragazzi della loro età, e va bene, ma poi sono rimasti senza mascherina un bel po’ dopo. Ho di nuovo chiesto di indossarla, e qui è iniziato l’incubo».Cioè?«La ragazza mi ha insultata, si è alzata, le ho detto di stare calma ed è andata in escandescenza, mi è letteralmente saltata addosso. Mi ha dato due sberle sul viso, un pugno addosso, io sono caduta e mi ha dato un calcio in testa, prendendomi l’arcata sopraccigliare».Ma nessuno dei pendolari presenti ha cercato di venire in suo soccorso?«Sì, alcuni presenti (tra cui il sindaco di Sassello, Daniele Buschiazzo) sono intervenuti per allontanare la ragazza, aveva una furia incredibile, anche il suo stesso fidanzato ha cercato di tenerla. Nel frattempo, insieme ad altri testimoni, ho chiamato il 112. Poco dopo, il treno si è fermato alla stazione di Genova Piazza Principe e i due sono scappati. Ho detto a lei di rimanere perché avrei chiamato i carabinieri, ma mi ha minacciata di morte ed è fuggita. In stazione, sono stata caricata in ambulanza e portata al pronto soccorso dell’ospedale San Martino, poi sono tornata a quello del Micone perché nel corso della giornata ho avuto problemi all’occhio. Ho rilasciato la mia testimonianza alle forze dell’ordine, sporgerò querela».E ora come si sente?«Molto amareggiata: i ragazzi, di cui mi occupo anche come assessore, mi stanno molto a cuore, credo nel loro futuro. Ma non mi fa piacere vedere come si sta trasformando la società, non sono buoni segnali, penso che il Covid abbia sdoganato qualcosa di più grande di noi».Molti, anche adulti, si pongono spesso al di sopra delle regole anche quando si tratta di Covid. Cosa si può fare per cambiare questo clima, soprattutto tra i giovanissimi ?«Puntare sulla scuola e cercare di far capire ai genitori che i ragazzi devono crescere nel rispetto delle regole e delle istituzioni. Dovremmo ricominciare da capo nell’educazione dei nostri figli, anche con qualche punizione quando serve. Anche i social network hanno una responsabilità: si confondono le fonti, il parere di un esperto ha lo stesso peso delle parole di chi non ha competenze, e poi c’è davvero troppa violenza in giro, sul web, in tv, fatta passare come “goliardata”, sono tutte cose che i giovani assimilano. Quella delle mascherine sui treni è una legge, non mi interessa se una persona pensa che sia stupida, serve a tutelare tutti».Dopo questa brutta esperienza, se incontrasse nuovamente giovani senza mascherina, reagirebbe ancora come ha fatto ieri mattina?«Certo, mi sono sempre esposta e continuerò a farlo, non mi farò intimidire. Bisogna reagire a questo clima di violenza».Si sta parlando molto dei controlli sui mezzi pubblici per il rispetto delle regole anti Covid, qual è la sua impressione?«Sono pendolare, e in questi mesi ne ho visti pochi. Capisco i controllori, so che molte persone si comportano con violenza anche con loro, ma ci vogliono più risorse per i giusti controlli, e multe secche a chi non rispetta le regole». –
