QUIRINALE
I NUMERI DUE DI LEGA E 5STELLE. IN PIZZERIA, I DUE MINISTRI A TAVOLA IN CHIAVE ANTI-MATTEO. CHE OGGI RISPONDERÀ LANCIANDO IL CONGRESSO: “ORA SI VEDRÀ CHI STA CON ME”di Luca De Carolis e Giacomo Salvini

La solitudine – relativa – dei numeri due è quella che ti porta a ragionare di Quirinale e Rai di fronte a una pizza. “Ma non è la prima volta, ci vediamo una volta al mese, quando io violo la dieta” sorride Luigi Di Maio. Non è un inedito, la cena tra lui e Giancarlo Giorgetti di martedì in una pizzeria sulla Flaminia, a Roma, immortalata sul sito del Corriere della Sera. Proprio nel giorno in cui tutti parlavano del Giorgetti che vorrebbe Mario Draghi al Colle “per un semi-presidenzialismo di fatto” (proposta che “non convince” Giorgia Meloni). D’altronde, il leghista e il 5Stelle hanno in comune alcuni obiettivi. Primo, schivare il voto anticipato, che a detta di entrambi è invece il sogno di Matteo Salvini. Secondo, evitare che al Quirinale vada Silvio Berlusconi. Ipotesi non così residuale, secondo Di Maio. E anche secondo altri big del M5S.
Così Giorgetti deve trovare sponde per arginare innanzitutto Salvini. Il titolare del Mise martedì aveva attaccato duramente il capo (“la sua svolta europeista è incompleta”) per poi provare a chiarirsi con lui via telefono, ricevendo una dura replica: “Ognuno stia al suo posto, se vuoi mi faccio da parte”. Ma Giorgetti insisterà, perché punta a Palazzo Chigi, nel 2023. Ma ha bisogno che si vada a votare a fine legislatura. Quindi serve un patto per far salire Draghi al Colle e fermare la voglia di urne di Salvini. Però il capo ha già risposto, con più mosse. Innanzitutto ha convocato per oggi il congresso federale a cui prenderanno parte, oltre a Giorgetti e ai vicesegretari, i 22 coordinatori regionali, i capigruppo e i governatori del Nord. L’occasione per sfidare i suoi avversari interni, a partire da Giorgetti. “Non puoi picconarmi ogni giorno, il segretario sono io” sarà il ragionamento di Salvini, che poi lancerà una “grande assemblea programmatica” entro la fine dell’anno. Un congresso dove contarsi, prima del Quirinale. Già oggi Salvini potrebbe chiedere un voto sulla sua linea. Durante il consiglio – ed è il secondo schiaffo a Giorgetti – il capo del Carroccio presenterà anche il progetto del nuovo gruppo sovranista nel Parlamento Ue. Ieri, dopo che Giorgetti lo aveva attaccato sulle alleanze europee, Salvini ha visto in videoconferenza il premier ungherese Viktor Orban e quello polacco Mateusz Morawiecki, sovranisti ed euroscettici. Il nuovo gruppo terrà fuori i tedeschi di Afd, ma imbarcherà Marine Le Pen. Non proprio la svolta europeista chiesta da Giorgetti. Un buon collega di Di Maio, la mette così: “Con Giancarlo c’è stima reciproca”. Non cela il rapporto, il grillino che ieri sera ha presentato il suo libro di fronte a una platea stracolma di big del M5S, da Virginia Raggi agli ex ministri Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro, più una selva di parlamentari. Pochi minuti dopo l’inizio della presentazione, piove la notizia che Ettore Licheri, il capogruppo uscente in Senato sostenuto da Conte, ha pareggiato 36 a 36 nella prima votazione per il nuovo capogruppo contro Maria Domenica Castellone. Un’altra grana per l’avvocato, nella sera in cui Di Maio mostra il suo peso nel M5S. Mentre voci contiane da Palazzo Madama accusano: “Di Maio si è mosso per Castellone, ha fatto telefonate”. Versione respinta da fonti vicine al ministro.
Di sicuro, Di Maio non vuole il voto anticipato, opzione che Conte aveva vagheggiato per settimane, ma che si è rassegnato a mettere nel cassetto, anche perché nel M5S tutti remano contro le urne. Su questo, il ministro e Conte sembrano allineati. E sul Colle? Di Maio vuole tenere le carte coperte. Ha qualche nome da giocarsi, e Draghi non è la sua prima opzione. Ma potrebbe adeguarsi, se la partita dovesse portare lì, al nome preferito di Giorgetti, con cui a cena Di Maio avrebbe anche parlato di Rai. Tema su cui il grillino, dicono, “è attivissimo”. E questo ai contiani non fa piacere. Ma tanto a cena con loro Di Maio ci va di rado.
