lunedì 28/06/2021LA BASE – SOCIAL E MAIL

di L. Giar.

“Sei e sei stato un grande, ma è il momento di dare fiducia a un uomo capace”. Il messaggio lo pubblica Lucia Cardicchi ed è la perfetta sintesi delle centinaia che gli attivisti 5 Stelle stanno lasciando in queste ore sui social di Beppe Grillo. Alcuni li abbiamo raccontati nei giorni scorsi, altri si sono aggiunti nella domenica che i simpatizzanti vivono come la vigilia della resa dei conti.

In mattinata il fondatore rilancia sul suo profilo Facebook una rassegna degli articoli usciti in settimana, ma l’attenzione dei suoi fan, più che sui temi del post, è sul destino del Movimento. Lo scrive Ilaria Ursini, il cui commento è tra i più cliccati: “Il vero leader è colui che viene riconosciuto e non ha bisogno di urlare. Che imbarazzo per il Movimento. Spero che la decisione di Conte ridia dignità prima di tutto a te. Fai un passo di lato”. Anche Pasquale Arculeo è critico: “Noto che tutti i commenti sono molto critici per la tua scelta di accantonare Conte, prendine atto, fai un passo indietro perché l’ultima parola è nostra, degli iscritti e dei votanti. Fai presentare il programma di Conte e il nuovo Statuto, magari ne presenti in alternativa uno pure tu, poi decideremo noi. Naturalmente se vinci tu allora scendi in prima persona senza re travicelli o tuoi fantocci”.

Così Carla Martinetti: “È arrivato il momento di mettersi da parte, quello che dovevi fare hai fatto e ti ringraziamo, ma dai spazio a Conte. Il Movimento te ne renderà merito, l’Italia te ne renderà merito”.

Ma testimone del malumore della base 5 Stelle è anche la casella mail del nostro giornale (lettere@ilfattoquotidiano.it), a cui da giorni diversi simpatizzanti scrivono per esprimere il proprio disorientamento.

Quasi tutte le decine di lettere ricevute sono dello stesso tono di quella mandata da Francesco Terenziani: “Sono un elettore del M5S e leggo con stupore e incredulità quanto sta accadendo in questi giorni sulla contrapposizione tra Beppe Grillo e Conte. A mio modesto avviso non è accettabile una diarchia che porterebbe a uno stallo totale e alla scomparsa del M5S. Beppe ha fondato un Movimento che ha raggiunto un successo elettorale impensabile all’inizio, e di questo gliene siamo tutti riconoscenti, ma ora il Movimento ha raggiunto la maturità e lui deve lasciarlo evolvere per diventare adulto, facendosi da parte come un buon padre dovrebbe fare con un figlio che vuole crescere”. Amareggiata è anche Barbara Rossi: “Grillo è rimasto al fermo immagine di lui e Casaleggio (Gianroberto) su quel palco, di fronte ad un folla sterminata, appena prima del primo trionfo del Movimento alle politiche e della Raggi sindaca di Roma. Il suo errore più clamoroso, per uno che, a volte a ragione, in passato è sempre stato considerato un visionario, uno avanti sui tempi, è credere che il Movimento sia rimasto esattamente quella cosa lì, quel mix di antipolitica e rabbia sociale che riempiva le piazze e che lui poteva orientare con un post o un comizio”.

Alessandro Canalicchio, un altro lettore del Fatto, ci racconta di come avesse creduto nella svolta: “Non vedevo l’ora che Conte si riappropriasse dei propri meriti e continuare il lavoro che aveva svolto con tanto coraggio. E invece la pugnalata arriva da parte di chi ha goduto del suo prestigio”. Quel fondatore che per tanti, oggi, è soltanto un guastatore.

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