domenica 25/04/2021RIFONDAZIONE 

TEMPI INCERTI – L’EX PREMIER PARLA DOPO LA ROTTURA CON CASALEGGIO: “ONOREREMO I DEBITI”. IL RISIKO DEL NUOVO STATUTO (E DOVE VOTARLO)di Luca De Carolis

Ora per l’avvento del rifondatore c’è un’ipotesi di data, ma chissà. Non si può sbilanciare neanche lui, Giuseppe Conte, che ieri pomeriggio ha provato a placare i giallorosa preoccupati ma soprattutto stufi di aspettare, con un post che è una promessa: “Conto di poter presentare all’assemblea degli iscritti il nuovo Statuto e la Carta dei principi e dei valori all’inizio di maggio nel corso di un grande evento online, e di procedere subito dopo alle votazioni dei nuovi documenti fondativi e dei nuovi organi”. Tradotto, se tutto va bene se ne parlerà tra un paio di settimane e non il 29 aprile. Data che circolava nelle chat a 5Stelle e che sembrava il limite da non varcare, perché lo stesso giorno l’avvocato parteciperà a un’iniziativa del dem Goffredo Bettini, assieme al segretario del Pd Enrico Letta, “e non può certo presentare la rifondazione dopo questo evento, non sarebbe il caso” sbuffavano vari grillini.

Ma di tempo ne serve ancora, innanzitutto perché bisognerà ancora trattare con Davide Casaleggio e la sua creatura, Rousseau, con cui pure è strappo definitivo. Perché è vero, “il percorso di rifondazione e rinnovamento è stato completamento definito” conferma Conte, ma prima di imboccarlo serve “un passaggio fondamentale”, ossia “il trasferimento dei dati degli iscritti da Rousseau al M5S”, che non li ha mai avuti. Essenziali per votare su una nuova piattaforma, peraltro ancora non individuata (ne sono state visionate diverse). “Confido che tutto si svolga in pochi giorni”, auspica Conte, che per convincere Casaleggio gli offre un accordo economico: “Il Movimento si farà carico di eventuali debiti contratti da Rousseau per conto del M5S”. E non si parla dei 450mila euro di arretrati richiesti dal figlio di Gianroberto, “ma di debiti risultanti da fatture” interpreta un grillino. Riassunto in cifre, si parla di un’offerta a Casaleggio di 150mila euro. Ma l’avvocato aspetterà comunque la fine del mese, anche perché deve capire cosa arriverà dal pm del Tribunale civile di Cagliari, mosso dal ricorso di una ex consigliera regionale del M5S. A giorni, il magistrato potrebbe imporgli di dover far votare un nuovo organo collegiale a cinque come guida dei 5Stelle, e non un capo politico con un’ampia segreteria, la struttura di governo che Conte ha già definito nel nuovo Statuto, “perché vuole una governance ampia e collegiale, guidata da un primus inter pares” spiegano. In quel caso, come si farà? L’ex premier conta di imporre a Rousseau di ospitare la votazione sull’organo a cinque, con una disposizione urgente di un giudice.

Un voto a cui Conte si presenterebbe come leader di una squadra con altri 4 nomi di sua fiducia, eventualmente contrapposti ad altri candidati. Con una premessa d’obbligo: prima il regolamento andrebbe cambiato, perché l’avvocato è tuttora non iscritto al M5S (“ed è un problema su cui potrebbero inciampare” sibila un 5Stelle, con qualche ragione). Se l’ordine del pm non dovesse arrivare, sarà invece l’assemblea degli iscritti a votarlo come capo assieme alla segreteria, su un’altra piattaforma. Ma è tutto ancora in bilico, tra ostacoli personali (l’unico 5Stelle con cui Casaleggio ancora parla è il tesoriere Claudio Cominardi) e legali. Una selva di botole, che costringe Conte a tenersi vago sui tempi. Nell’attesa ha battuto un colpo, da capo. “Il superbonus è fondamentale e va prorogato fino al 2023, anzi va ancora più semplificato” ha sostenuto su Facebook, mentre sulle agenzie i 5Stelle protestavano. Per questo ha invocato “segnali politici forti e chiari”, perché “la transizione ecologica è una priorità sia per me che per il M5S, e non può essere rimandata per difetto di lungimiranza o carenza di volontà politica”.

Ergo, Conte tira moderatamente per la giacca il suo successore, Mario Draghi: “Il governo ha abbracciato la svolta della transizione ecologica e bisogna essere conseguenti”. Tra venerdì e ieri mattina ha chiamato un po’ di big per capire l’aria e anticipare che anche lui si sarebbe fatto sentire. Doveva tamponare i suoi, compreso quel Luigi Di Maio che da giorni fa trapelare la sua irritazione per la tempistica dilatata. Cioè incerta, come il futuro dei 5Stelle.

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