giovedì 28/01/2021CRISI GIALLOROSA 

LE CONSULTAZIONIdi Luca De Carolis

L’avvocato Giuseppe Conte ha un primo obiettivo che tutti sanno, tornare a Palazzo Chigi. Ma anche un obiettivo massimo che invece non può confessare, riuscirci senza riprendersi nel governo Matteo Renzi, l’avversario che alla fine lo ha costretto alle dimissioni, e che adesso vorrebbe tentare il colpo grosso, cioè impedirgli la terza resurrezione in tre anni.

Conte non vorrebbe più vederlo, e lo ha ripetuto in vari colloqui anche ieri, nel giorno in cui sono iniziate le consultazioni: “Dobbiamo riuscire a fare una maggioranza senza di lui”. Se potesse lo urlerebbe, ma il Quirinale è stato chiaro, non sono più possibili veti, neanche verso il fu rottamatore. Così il premier e i colonnelli del M5S devono provarci in silenzio. E la strategia è chiara: per ora nessun contatto con Italia Viva, neanche tramite interposti intermediari, né per Conte né per i grillini. “Per ora proprio no” giura uno sherpa del Movimento. Prima bisogna trovare altri Responsabili, e in fretta. Perché se ne entrano a sufficienza, daranno alla nuova coalizione l’autonomia, quella che si raggiunge con 161 voti di maggioranza in Senato. E così magari spingeranno qualche renziano a lasciare Iv, tornando nel Pd e blindando i giallorosa. Al punto che Renzi non servirà più. In caso contrario, “se proprio ce lo dovremo riprendere non dovrà essere più decisivo”, spiegano dai 5Stelle.

Convinti che in ogni caso non si possa prescindere da Conte premier. E nella pancia del Senato a ribadirlo al Fatto è Paola Taverna: “Conte è il nostro punto fermo, e se c’è lui da lì in poi si può fare tutto”. Cioè anche una nuova maggioranza. Con dentro perfino Renzi? “Noi qui in Senato lo viviamo, e non ne possiamo più. Su questo siamo duri”. Tradotto, per reggere un nuovo allargamento anche ai renziani, il M5S deve riportare a Chigi Conte. Nell’attesa, il percorso è pieno di ostacoli. E il primo nodo sono sempre i numeri. Alla caccia ai Responsabili sta lavorando anche lo stesso Conte, in collaborazione costante con Luigi Di Maio. “Ma la ricerca resta difficile” ammettono ambienti di governo. E poi c’è un problema, grosso, dentro il M5S, perché nell’assemblea congiunta di martedì notte tutti hanno ribadito sostegno all’ex premier. Ma diversi deputati hanno aperto al rientro di Renzi. Non era quello che voleva Conte, che prima dell’assemblea aveva chiesto ai vertici di diffondere dalla riunione un forte messaggio contro il fu rottamatore. Anche per motivi tattici, cioè per alzare il prezzo in un’eventuale trattativa con Iv. Ma è andata diversamente, per l’ira dei senatori. Per questo Barbara Lezzi lo scrive su Facebook: “Renzi deve restare fuori dal nuovo governo che deve essere presieduto da Conte. Confesso il mio disagio nell’ascoltare colleghi che senza pudore, aprono a Renzi come se niente fosse successo”. E Alessandro Di Battista va a sostegno: “Chapeau”. In serata parla ad Accordi&Disaccordi sul Nove, e precisa: “Conte e 5Stelle portano avanti una linea, parlando a tutto il Paese. Io mi rivolgo ai parlamentari di Iv e non a Renzi, rappresentante delle lobby. Fare di nuovo un governo con lui dentro sarebbe pericoloso”. Ma da oggi entra nel vivo la partita delle consultazioni. E dai partiti danno già come probabile un secondo giro al Colle.

Non il massimo per Conte, che potrebbe finire “bruciato” nel gioco incrociato, con Iv che domani pomeriggio non farà alcun nome. Per questo si sussurra di un possibile mandato esplorativo al presidente della Camera, Roberto Fico, che ieri è stato ricevuto da Mattarella assieme alla presidente del Senato Casellati. Ripartire da Fico sarebbe un modo per non esporre subito l’avvocato. Ma si è fatta difficile, per Conte. E in serata il M5S, irritato per gli attacchi di ieri via tv di Italia Viva, esplode: “Renzi è tornato ad avere lo stesso atteggiamento che ha portato a una crisi scellerata, evidentemente non è interessato alle sorti del Paese”.

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