venerdì 04/12/2020SCONTRO SUL MES

di Luca De Carolis

È un addio che si aspettavano tutti. Ma fa ugualmente rumore, nel Movimento lacerato dal Mes, ancora privo di una segreteria e con un reggente, Vito Crimi, su cui piovono accuse e sfoghi. È in questo quadro che ieri mattina arriva la notizia dell’uscita dal M5S di quattro parlamentari europei, Ignazio Corrao, Piernicola Pedicini, Eleonora Evi e Rosa D’Amato, da tempo in rotta con il gruppo sulla linea politica. Distanza sancita da diversi voti in dissenso dagli altri dieci grillini a Bruxelles, tra cui quello della scorsa primavera proprio sul fondo salva-Stati. Di fatto il vero strappo, con i quattro che dissero no a una risoluzione parlamentare che prevedeva anche l’uso del Mes, mentre il resto della delegazione si astenne, visto che il testo contemplava come strumenti anche il Recovery Fund e il Sure.

La rivolta portò a un procedimento disciplinare nei confronti dei dissidenti: una ferita che ora potrebbe spingerli a traslocare nei Verdi. “Da tempo non partecipavano più neppure alle riunioni” sostengono dal gruppo grillino, da dove esortano i quattro a dimettersi anche dal Parlamento europeo “per coerenza”. Invito rilanciato dal vicepresidente dei senatori 5Stelle, Andrea Cioffi: “Se vieni eletto come portavoce dei cittadini che votano il M5S non puoi occupare quel posto sotto altre bandiere”. Ma gli ormai ex grillini attendono la decisione dei Verdi, che oggi inizieranno a valutare la loro domanda di adesione, come confermato dal co-presidente del gruppo a Bruxelles, il belga Philippe Lamberts. Però l’uscita ha ovvi riflessi anche in Italia. Anche perché Corrao, siciliano al secondo mandato, è vicinissimo ad Alessandro Di Battista. Per questo l’ex deputato lo scrive su Facebook: “Ignazio, sei un amico ma questa vostra scelta mi dispiace e come ti ho detto tante volte per me è un errore”. Parole scritte come commento a un lungo post di Corrao, in cui l’eurodeputato motiva l’addio: “L’aria dentro è irrespirabile da mesi e gli spazi di confronto del tutto azzerati”. Per poi assicurare: “Non credete alle fake news che i difensori del nuovo partito mettono in giro, non vi è in corso alcuna manovra per far cadere il governo e Di Battista non c’entra niente”. E le dimissioni dal Parlamento? “Mi chiedo se non si dovrebbe dimettere chi contravviene al nostro statuto svendendo il nostro programma elettorale”, sostiene Corrao.

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