giovedì 26/11/2020MOVIMENTO

di Luca De Carolis

Se lo chiedono più o meno tutti, dentro (e non solo) il M5S. Alessandro Di Battista correrà per la segreteria a cinque del Movimento, quella che verrà eletta entro fine anno? E la risposta è no, se prima il M5S non si impegnerà a dare seguito alle sue “garanzie politiche”. Ossia alle sei richieste che l’ex deputato ha elencato nel suo intervento negli Stati generali del 15 novembre. Tradotto: Di Battista si aspetta che Crimi metta in votazione sulla piattaforma web Rousseau punti come l’intoccabilità della regola dei due mandati, “senza deroghe”, e l’impegno del M5S a votare una nuova legge elettorale solo a patto che preveda le preferenze. Fino alla garanzia che il Movimento si presenterà da solo alle prossime elezioni. Altrimenti l’ex parlamentare resterà fuori ad aspettare le prossime Politiche, nelle quali potrà candidarsi senza problemi avendo svolto un solo mandato da deputato.

Così la pensa Di Battista, stando a quanto ha spiegato nei colloqui riservati degli ultimi giorni. Ergo, l’ipotesi di una sua candidatura si complica, e parecchio, visto che la prima delle richieste di Di Battista è “la revoca delle concessioni autostradali ai Benetton”. Obiettivo che chiama in causa tutto il governo, tutt’altro che facile da ottenere. “Ma ho apprezzato che Luigi Di Maio sia tornato a parlare di revoca dopo il mio intervento”, ha confidato l’ex deputato. Come a dire che dal ministro è arrivato un segnale positivo. E anche l’ennesimo no del Movimento al Mes, nella capidelegazione di governo di martedì, è stato notato da Di Battista. Non a caso in questi giorni ha sentito l’ex capo politico, più volte. Ma ha chiamato anche Nicola Morra, per esprimergli la sua vicinanza dopo lo stop della Rai alla sua partecipazione a Titolo V. E proprio Morra è un altro big che potrebbe correre per l’organo collegiale. Di certo la linea di Di Maio e degli altri maggiorenti è di tenerlo dentro la segreteria, perché lasciarlo fuori potrebbe essere rischioso.

Ma Di Battista, assicurano, rimane fermo sulla sua posizione: “Accetterà un ruolo solo dietro impegni precisi”. Perché teme innanzitutto fughe in avanti sui due mandati, “e in particolare che qualche parlamentare voglia candidarsi governatore”, spiegano. Altrimenti, resterà fuori “da semplice attivista”. E senza velleità di scissioni, giura. “Non ho mai pensato a scissioni o cose del genere, sono sciocchezze” ripete anche in questi giorni Di Battista. La prima variabile, nella partita a 5Stelle.

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