giovedì 29/10/2020GUERRA A 5 STELLE

I 5stelle sono un campo di battaglia, quindi gli Stati generali traballano, così anche Giuseppe Conte non può più fidarsi. “A questo punto anticipiamo la verifica di governo”, ha scandito nella riunione con i capigruppo di maggioranza, mercoledì. Perché è vero, “avevo detto che avremmo aspettato gli Stati generali del M5S, ma a questo punto…”. Tanto ha potuto la richiesta di Alessandro Di Battista di due giorni fa di fermare tutto causa Covid, peraltro subito respinta dal capo politico reggente Vito Crimi: “Gli Stati generali si faranno”. Anche perché al Movimento serve rapidamente una nuova guida politica. Però a seminare ostacoli c’è sempre Davide Casaleggio, il patron dell’associazione Rousseau, che vorrebbe Di Battista capo politico. Ieri ha occupato il blog delle Stelle con un pdf dal titolo “M5S, verità e false credenze”. Un libretto per attivisti ed eletti, come lo definisce l’associazione, che riepiloga le norme ma di fatto rispiega come la pensano Casaleggio e i suoi sul Movimento. Soprattutto, il manager piazza un avviso ai naviganti sull’elenco degli iscritti, la dote più importante che ha in pancia Rousseau: “Gli elenchi non possono essere dati a eletti e attivisti perché la comunicazione a terzi dei dati personali e sensibili degli iscritti senza il loro consenso costituirebbe una violazione della privacy”. Tradotto, Casaleggio vuole tenersi i dati. Ad oggi sconosciuti non solo ai facilitatori regionali, che li reclamano da tempo, ma anche a Crimi. Dal M5S ostentano tranquillità: “Il percorso congressuale va avanti”. Però, giurano fonti qualificate, “Casaleggio mente nel riferimento a terzi. I facilitatori non possono essere considerati tali: basta far firmare loro una dichiarazione sul trattamento dei dati”. Ergo, il tema degli elenchi sarà centrale alle prossime assemblee. E potrebbe provocare uno sconto durissimo con Rousseau. Mentre rimane il sospetto che Casaleggio possa chiedere di invalidare tutto.
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