
(Di Ignazio Corrado )Mi giunge notizia di una convocazione da parte de “il direttivo” per una assemblea congiunta dei parlamentari del m5s di Camera e Senato con ordine del giorno
- Stati Generali
- Riorganizzazione Movimento
Siccome le richieste per vie interne non hanno mai sortito alcun effetto ritengo essenziale fissare alcuni punti in modo pubblico, sperando che la richiesta di avere voce in un congresso vero sia diffusa e condivisa, essendo una ultima spiaggia.
Che siano i parlamentari nazionali (tutti eletti senza il voto di preferenza a differenza degli altri livelli dove ci sono le preferenze) a discutere di riorganizzazione del movimento è inaccettabile. La voce in capitolo deve essere data a chi è stato usato, scaricato e lasciato allo sbaraglio da chi ha gestito il m5s negli ultimi tempi, ossia ai portavoce locali (o gruppi locali dove questi non esistono), attraverso degli step territoriali intermedi (provinciali e regionali, ad esempio) che consentano, in piena democrazia e orizzontalità, di proporre una nuova identità (il vero tasto dolente), nuove visioni, idee e programmi, poi nuove strutture e funzionamento e infine, una volta definito cosa vogliamo fare e come vogliamo farlo, con nuove persone che occupino le caselle e fungano da portavoce sostituendo, nei posti di potere interni e governativi, quelli che in questi anni hanno coperto questi ruoli decidendo tutto in modo verticistico, non creandosi troppi problemi per il mancato confronto e la mancata trasparenza.
Questo processo, per me, dovrebbe iniziare la settimana prossima (attraverso passaggi locali) e concludersi nel giro di non più di un mese (che poi era il mese che aveva a disposizione Crimi come traghettatore, tra gennaio e febbraio, invece il mese è stato fatto passare, poi è arrivato il covid-19 e i mesi sono diventati 9, in cui alla torre di controllo è rimasto chi c’era prima, ma sotto comode e mentite spoglie).
I territori devono scegliere (con quote proporzionali nazionali, dettate anche dalle percentuali di rappresentanza e consenso locale, oltre che demografiche. Per capirci, la Sicilia non può valere il Veneto, a parità di abitanti) chi mandare ad esporre i risultati delle consultazioni locali, con delegati misti e diritto di voto in un reale congresso costitutivo fisico nazionale.
Ovviamente su temi, idee, posizionamenti e struttura si deve fare in modo che si creino dibattiti e maggioranze, motivo per il quale sarebbe bene creare forum di discussioni a tutti i livelli da subito. Io di idee ne ho molte e ce le ho anche molto chiare e da molto tempo. Ho provato a lungo a manifestare queste idee e esigenze (provenienti soprattutto dai territori) all’interno, abbaiando alla luna senza successo (anzi sono anche stato sospeso e rimosso da facilitatore nazionale). Alcune di queste cose, di tanto in tanto, le ho dette all’esterno, cercando di proteggermi dai tanto scontati, quanto strumentali e falsi attacchi di ritorno delle cosiddette “truppe mastellate” (citazione originale di Giampaolo Pansa), attualissime in un periodo in cui la gestione del m5s è stata improntata sul modello UDEUR: ossia zero idee, zero programmi, zero trasparenza, zero confronto e unico obiettivo stare al governo (per chi materialmente ci sta). Peraltro con chi capita.
Alternanza, discontinuità al potere, congresso (o stati generali che si dica) vero, democatico e partecipato subito!
Meglio morire in piedi che vivere da UDEUR (semicit.).
