Un po’ di storia: nel novembre 2016, per riuscire a riavere per l’ospedale di Cairo un minimo di pronto soccorso e altri importanti servizi, la strada era stata quella di raccogliere più di 18.000 firme per farlo dichiarare Ospedale di Area Disagiata. Una volta dichiarato tale, avrebbe appunto richiesto nel sua forma giuridico/amministrativa tali servizi.

Purtroppo il fallimentare modello lombardo, tanto caro a Toti e alla Viale, probabilmente prevedeva già la cessione ai privati e quindi il centro destra votò contro e la mozione non passò.

In seguito, approfittando dell’emergenza sanitaria, hanno poi persino chiuso il punto di primo intervento.

Questo atto, modificato e ripresentato sempre da Andrea Melis e dal M5s ligure, richiede nuovamente che la regione Liguria si debba esprimere in tal senso.

Melis e il M5s Regione Liguria lo avevano già depositato l’anno scorso, ma poi sostanzialmente era stato bocciato dal centrodestra nel consiglio straordinario sulla sanità fatto a fine 2019.

Come tempistiche questo nuovo atto verrà discusso nella prossima legislatura regionale e sperando che per allora la maggioranza in Regione Liguria sia cambiata si potrà avere una votazione a favore.

Dipenderà dall’esito delle elezioni regionali liguri che dovrebbero tenersi a metà settembre.

di seguito il testo della mozione:

MOZIONE AI SENSI DELL’ARTICOLO 121 DEL REGOLAMENTO INTERNO DEL CONSIGLIO

Classificazione dell’Ospedale di Cairo Montenotte come Ospedale di Area Disagiata e riapertura dei Pronto soccorso nelle Strutture Ospedaliere S. Giuseppe di Cairo Montenotte e S. Maria di Misericordia di Albenga

IL CONSIGLIO REGIONALE ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLA LIGURIA

PREMESSO CHE:

a seguito dell’emanazione della Legge n. 135/2012 ( c.d. Spend ing Review ) e della L.R. n. 29/2012 “Adeguamento di disposizioni di carattere finanziario e modifiche di altre norme regionali” , è stato disposto il declassamento dei Presidi ospedalieri S. Giuseppe di Cairo Montenotte e S. Maria di Misericordia di Albenga in Punto di Primo Intervento, con conseguente adeguamento dei servizi a supporto;

PREMESSO CHE:

con decreto del 2 aprile 2015, n. 70 (GU n. 127 del 4.06.2015) avente ad oggetto “ R e g ola m e n t o r e c a n t e d e finizio n e d e gli s t a n d a r d q u alit a tivi, s t r u t t u r ali, t e c n olo gici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera” sono state ridisegnate le caratteristiche delle strutture ospedaliere secondo la suddivisione “Hub, Spoke e di Area Disagiata”;

PREMESSO CHE:

  1. in data 23 febbraio 2018 è stata indetta la “Gara Europea a procedura aperta per l’affidamento in regime di concessione della gestione dei Presidi Ospedalieri Ospedale S. Charles – Bordighera, Ospedale S. Maria della Misericordia – Albenga, Ospedale S. Giu seppe – Cairo Montenotte” ;
  2. con Decreto dirigenziale n. 793 del 21.02.2019 è stata disposta l’aggiudicazione del Lotto n. 2 (Ospedale S. Maria della Misericordia – Albenga, Ospedale S. Giuseppe – Cairo Montenotte CIG 739284832°) in favore dell’Istituto Ortopedico Galeazzi S.p.A.; 3. con sentenza n. 609/2019 pubblicata in data 11.07.2019 – costituita dal solo dispositivo, in attesa delle motivazioni – il Tribunale Amministrativo Regionale della Liguria ha annullato gli atti impugnati dalla ricorrente Policlinico di Monza S.p.A., ivi compresi il Decreto Dirigenziale di aggiudicazione e la lex specialis di gara (bando, disciplinare e capitolato);

EVIDENZIATO CHE:

  1. il Punto di Primo Intervento di Cairo Montenotte è funzionalmente integrato con il Dipartimento Emergenza e Accettazione (D.E.A.) di 1° livello dell’Ospedale San Paolo di Savona, alla cui U.O. di Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza o di Pronto Soccorso afferisce il personale medico; 2. l’Ospedale di Cairo Montenotte è struttura transregionale posta al confine tra la Liguria e il Piemonte e che, considerata la sua posizione strategica, la stessa è potenzialmente capace di tamponare oltre che le emergenze anche le fughe di pazienti fuori Regione;

EVIDENZIATO CHE:

il D.M. 70/2015 al punto 9.2.2 definisce i presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate come i “ presidi ospedalieri di base che le Regioni e Provincie Autonome di Trento e Bolzano possono prevedere per zone particolarmente disagiate in quanto definibili, sulla base di oggettive tecniche di misurazione o di formale documentazione tecnica disponibile, distanti più di 90 minuti dai centri hub o spoke di riferimento (o 60 minuti dai presidi di pronto soccorso) superando i tempi previsti per un servizio di emer genza efficac e (…); tal i situazioni esistono in molte R egioni italiane per presidi situati in aree considerate geograficamente e meteorologicamente ostili o disagiate, tipicamente in ambiente montano o premontano con collegamenti di rete viaria complessi e conseguente dilatazione dei tempi (…) ” ;

RILEVATO CHE:

l’ ex Ministro Balduzzi in una lettera del 2012 scriveva al Comitato Sanitario della Valbormida: “Il territorio italiano è caratterizzato dalla presenza di piccole zone geografiche a volte difficilmen te raggiungibili anche per consistenti periodi di tempo a causa di condizioni meteorologiche avverse, che rendono problematico anche il trasporto in emergenza urgenza, e da zone montane o premontane anch’esse difficilmente raggiungibili a causa dell’orogra fia o dello scarso sviluppo della rete viaria. Tali situazioni, per la garanzia della sicurezza dei cittadini e dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza in condizioni di qualità, rendono necessario il mantenimento di ospedali di piccole dimensi oni, che non sarebbero funzionali in altri contesti geografici”.

CONSIDERATO CHE:

i presidi ospedalieri di area disagiata devono garantire un’attività di Pronto Soccorso con la conseguente disponibilità dei necessari servizi di supporto, attività di medicina interna e di chirurgia generale ridotta; in particolare è richiesta la seguente dotazione organizzativa strutturale: a) un numero di venti posti letto di medicina generale con un proprio organico di medici e infermieri; b) una chirurgia elettiva ridotta che effettua interventi in Day Surgery o eventualmente in Week Surgery con la possibilità di appoggio nei letti di medicina per i casi che non

possono essere dimessi in giornata; la copertura in pronta disponibilità, per il restante orario, da parte dell’equipe chirurgica garantisce un supporto specifico in casi risolvibili in loco; c) un Pronto Soccorso presidiato da un organico medico dedicato all’EmergenzaUrgenza, inquadrato nella disciplina specifica così come prevista dal D.M. 30.01.98 (Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza) e, da un punto di vista organizzativo, integrata alla struttura complessa del DEA di riferimento che garantisce il servizio e l’aggiornamento relativo; d) la possibilità di eseguire indagini radiologiche con trasmissione di immagine collegata in rete al centro Hub o Spoke più vicino, indagini laboratoristiche in pronto soccorso; e) la dotazione di un protocollo che disciplini i trasporti secondari dall’Ospedale di zona particolarmente disagiata al centro Hub o Spoke; f) la presenza di una emoteca; g) la presenza personale assicurato a rotazione dall’ospedale Hub o Spoke più vicino.

RITENUTO CHE:

il Presidio ospedaliero di Cairo Montenotte, rispondendo ai criteri di cui al punto 9.2.2. del D.M. 70/2015, possa essere classificato come Ospedale di Area Disagiata;

DATO CHE:

il D.M. 70/2015 al punto 9.2.1. stabilisce che la funzione di pronto soccorso è prevista per: – un bacino di utenza compreso tra 80.000 e 150.000 abitanti; – un tempo di percorrenza maggiore di un’ora dal centro dell’abitato al DEA di riferimento; – un numero di accessi annuo appropriati superiore a 20.000 unità;

CONSIDERATO CHE:

secondo quanto emerge dall’allegatoD_1 costituente parte integrante della documentazione di gara relativa al bando europeo per l’affidamento in concessione della gestione degli ospedali del ponente ligure, il Punto di Primo Intervento S. Maria di Misericordia di Albenga ha registrato nell’anno 2016 un numero di accessi di 22.912 unità.

VISTO ANCHE CHE:

il Piano Socio Sanitario 2017-2019 prevede con riguardo ai Presidi ospedalieri di Albenga e Cairo Montenotte la seguente organizzazione:

APPURATO CHE:

sia con riferimento all’Ospedale S. Giuseppe di Cairo Montenotte che S. Maria di Misericordia sussistono le condizioni di cui al D.M. 70/2015 affinché possano essere dotati della presenza di un Pronto Soccorso;

RITENUTO CHE:

la riattivazione delle funzionalità di Pronto soccorso all’interno dei sopra citati nosocomi non richieda alcun affidamento della loro gestione a soggetti privati, ma possa essere garantita attraverso un’oculata e ragionata allocazione delle specialità proprie di ciascun presidio;

IMPEGNA IL PRESIDENTE E LA GIUNTA REGIONALE

affinché:

  1. sia avviato l’iter per la richiesta di classificazione dell’Ospedale San Giuseppe di Cairo Montenotte come Ospedale di Area Disagiata, viste le caratteristiche orografiche e strutturali che lo collocano nella disciplina normativa suesposta, e contestualmente siano garantiti i livelli di professionalità e di assistenza sanitaria di cui al D.M. 70/2015, assicurando la riattivazione del Pronto soccorso senza che la gestione della struttura ospedaliera sia messa a gara a favore di soggetti privati;
  2. sia messa in atto ogni misura necessaria alla riapertura del Pronto soccorso presso l’Ospedale S. Maria di Misericordia di Albenga e, contestualmente, siano valorizzati i servizi offerti in funzione delle esigenze sanitarie del bacino di utenza senza che la gestione della struttura ospedaliera sia messa a gara a favore di soggetti privati.