emanuele bonini
bruxelles
In cosa consiste l’accordo dell’Eurogruppo?
In un pacchetto di misure da oltre 500 miliardi di euro. Di questi, 100 miliardi arriveranno dello schema “Sure” a sostegno del lavoro, attivo per tutto il periodo della crisi; 200 miliardi verranno mobilitati da un fondo di garanzia paneuropeo di 25 miliardi di euro, creato in seno alla Banca europea per gli investimenti, a favore delle imprese, in particolare quelle piccole e medie; altri 240 miliardi sono messi a disposizione del Meccanismo europeo di stabilità (Mes).
Si impone il Mes?
Il ricorso al Mes sarà volontario. Spetterà ai Paesi chiederne l’attivazione. L’Italia non lo farà.
Quanto presta il Meccanismo europeo di stabilità?
Il credito per ogni richiedente non potrà essere superiore al 2% dei Pil nazionale come risultato al 31 dicembre 2019.
Come si traduce per l’Italia?
In circa 35,7 miliardi di euro di aiuti, che il governo però dice di non voler chiedere.
Il Mes presta senza condizioni?
No. I soldi devono essere usati solo per assistenza sanitaria diretta e indiretta, costi relativi alla cura e alla prevenzione dovuti alla crisi Covid-19, come richiesto da Paesi Bassi e Austria. La Germania vota a favore di un compromesso che evita condizioni di correzione di bilancio stringenti. Farà fede il patto di stabilità, una volta ripristinato.
Sono previsti gli eurobond o i coronabond?
No. Su questo strumento non c’è accordo, e una decisione è rimessa ai capi di Stato e di governo.
Chi è contrario ai coronabond?
Austria, Finlandia, Paesi Bassi e Germania.
Perché gli altri Paesi hanno sottoscritto l’accordo se non ci sono eurobond?
Invece di obbligazioni comuni si creerà uno speciale «fondo per la ripresa» per finanziare, attraverso il bilancio pluriennale dell’Ue, programmi mirati per rilanciare l’economia. Tale fondo, «temporaneo, mirato e commisurato ai costi straordinari dell’attuale crisi», avrà risorse comuni messe dagli Stati. Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Slovenia, Grecia, Irlanda, Belgio, Lussemburgo ritengono che questo strumento possa essere il preludio per coronabond in un secondo momento.
Che succede adesso?
I capi di Stato e di governo devono decidere come rendere operative queste decisioni. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
emanuele bonini
bruxelles
In cosa consiste l’accordo dell’Eurogruppo?
In un pacchetto di misure da oltre 500 miliardi di euro. Di questi, 100 miliardi arriveranno dello schema “Sure” a sostegno del lavoro, attivo per tutto il periodo della crisi; 200 miliardi verranno mobilitati da un fondo di garanzia paneuropeo di 25 miliardi di euro, creato in seno alla Banca europea per gli investimenti, a favore delle imprese, in particolare quelle piccole e medie; altri 240 miliardi sono messi a disposizione del Meccanismo europeo di stabilità (Mes).
Si impone il Mes?
Il ricorso al Mes sarà volontario. Spetterà ai Paesi chiederne l’attivazione. L’Italia non lo farà.
Quanto presta il Meccanismo europeo di stabilità?
Il credito per ogni richiedente non potrà essere superiore al 2% dei Pil nazionale come risultato al 31 dicembre 2019.
Come si traduce per l’Italia?
In circa 35,7 miliardi di euro di aiuti, che il governo però dice di non voler chiedere.
Il Mes presta senza condizioni?
No. I soldi devono essere usati solo per assistenza sanitaria diretta e indiretta, costi relativi alla cura e alla prevenzione dovuti alla crisi Covid-19, come richiesto da Paesi Bassi e Austria. La Germania vota a favore di un compromesso che evita condizioni di correzione di bilancio stringenti. Farà fede il patto di stabilità, una volta ripristinato.
Sono previsti gli eurobond o i coronabond?
No. Su questo strumento non c’è accordo, e una decisione è rimessa ai capi di Stato e di governo.
Chi è contrario ai coronabond?
Austria, Finlandia, Paesi Bassi e Germania.
Perché gli altri Paesi hanno sottoscritto l’accordo se non ci sono eurobond?
Invece di obbligazioni comuni si creerà uno speciale «fondo per la ripresa» per finanziare, attraverso il bilancio pluriennale dell’Ue, programmi mirati per rilanciare l’economia. Tale fondo, «temporaneo, mirato e commisurato ai costi straordinari dell’attuale crisi», avrà risorse comuni messe dagli Stati. Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Slovenia, Grecia, Irlanda, Belgio, Lussemburgo ritengono che questo strumento possa essere il preludio per coronabond in un secondo momento.
Che succede adesso?
I capi di Stato e di governo devono decidere come rendere operative queste decisioni. —
