LUISA BARBERIS Cairo – La protezione civile che monta una tenda da trasformare in un ambulatorio medico per le cure primarie è l’immagine della città che si organizza. L’idea è venuta ai medici di famiglia di Cairo Salute, che hanno deciso di allestire una sorta di “ambulatorio da campo” per tornare a visitare i pazienti che hanno bisogno di un consulto. Da lunedì tutti coloro che non presentano alcun sintomo riconducibile al coronavirus potranno tornare a guardare in faccia il proprio medico, ricevendo in cambio cure e un’assistenza di base.

Nel campetto delle Opes (a fianco dell’ambulatorio) potranno però trovare una risposta anche piccoli tagli, infortuni casalinghi o altre piccole situazioni per le quali, dopo la chiusura del punto di primo intervento dell’ospedale San Giuseppe, le persone non sanno più a chi rivolgersi. «L’emergenza coronavirus non ha azzerato le altre patologie mediche – spiega Amatore Morando, il direttore di Cairo Salute che ha avuto l’intuizione – Di conseguenza ci siamo organizzati per tornare a prenderci cura dei pazienti diabetici, degli ipertesi e di mille altre situazioni che vanno monitorate. Non intendiamo in alcun modo sostituire il servizio del punto di primo intervento e le emergenze, ma vorremmo dare una risposta per le cose minime che altrimenti andrebbero a gravare sull’ospedale».

Un aiuto è arrivato dal Comune, che attraverso la protezione civile ha già montato la prima tenda, monterà presto la seconda, fornendo anche i materiali per disinfettare le strutture dopo i turni di visita. Gli otto medici di famiglia che fanno capo al poliambulatorio nel frattempo si sono attrezzati, acquistando di tasca propria visiere, tute, mascherine e altre protezioni da negozi agricoli e ferramenta, visto che il materiale sanitario è ormai diventato introvabile. «Indosseremo stivali e guanti, ma torneremo a visitare – spiega Morando – La selezione tuttavia resterà stringente perché, come accade per le ricette e a maggior ragione per le visite, è vietato creare assembramenti o situazioni potenzialmente rischiose in termini di contgaio. Le visite saranno su appuntamentoe, dopo un triage telefonico molto severo, i pazienti verranno ricontrollati all’arrivo all’ambulatorio mobile per escludere situazioni legate al coronavirus. L’imperativo è mantenere un presidio Covid-Free». Il progetto potrebbe crescere, portando i medici a gestire anche eventuali codici bianchi, ma a patto che si trovi un accordo affinchè l’Asl conceda il materiale che oggi è inutilizzato al Ppi di San Giuseppe. Nel frattempo in città l’amministrazione avvierà una sanificazione dei luoghi più frequentati.