Tommaso Merlo) – Per completare l’agghiacciante prova che sta dando il sovranismo difronte alla pandemia, ci mancava Boris Johnson. L’Inghilterra fa di testa propria tanto per cambiare e punta su una fantomatica “immunità di gregge”. Gli scienziati internazionali criticano aspramente “il biondo” mentre i cittadini inglesi spaventati lo ricoprono d’insulti sui social e giurano che faranno da soli. Tenendosi i figli a casa da scuola e mettendosi in isolamento. Come succede negli altri paesi. Alla faccia di quel dannato complesso di superiorità che sta mandando il Regno Unito in frantumi. Lo stesso che li ha spinti a far tutto in maniera diversa solo per il gusto di farlo e che ha generato decenni di attriti con l’Europa sfociati nella Brexit. Hanno avuto un impero troppo di recente, sono sempre stati sopravalutati dagli europei e così una buona metà del popolo inglese ha un ego davvero pestifero e sovranista. Come Boris Johnson che però questa volta rischia il suo dorato scalpo. I sudditi di sua maestà non hanno nessuna intenzione di “abituarsi a perdere i loro cari” ma in compenso potrebbero convincersi di riprendersi dalla sbornia sovranista. Dall’altra parte dell’oceano non se la passano meglio. Fino a pochi giorni fa l’altro campione del sovranismo Donald Trump diceva che il coronavirus era una montatura politica dei Democratici per farlo fuori e che tutto sarebbe scomparso per “miracolo”. Ha negato e minimizzato per giorni ridicolizzato dai media, contraddetto dagli scienziati ed incalzato da cittadini esasperati da quell’incontenibile twittomane. Ma Trump ha ceduto solo a seguito del crollo di Wall Strett, del suo mondo, quello dei soldi. Trump ha fatto perdere settimane agli Stati Uniti per il suo infantile egocentrismo. Nemmeno i tamponi sono riusciti ad organizzare per tempo quando avevano giorni e giorni di vantaggio sull’Europa per contenere la pandemia. Davvero grave se si considera che gli Stati Uniti hanno una sanità privata ma non pubblica. Quando finalmente Trump ha ceduto ci ha messo una valanga di soldi per accontentare i mercati e coprire le falle, ma ormai il virus è dilagato e il paese più potente del mondo non sa neanche quantificare la diffusione del virus a casa propria. Davvero un esempio spaventoso di cosa significhi sovranismo, puntare su un leader “forte”, campione di campagne elettorali tutte muscoli e rutti, paladino degli istinti peggiori ma che alla prova dei fatti, quando serve umiltà, abnegazione, cooperazione, fallisce clamorosamente. Poi ci sarebbe da parlare di Putin, vero eroe del sovranismo perché a differenza degli altri suoi colleghi Putin il modello sovranista lo ha realizzato in pieno. Manipolando la democrazia e controllando opposizioni e media. Il coronavirus in Russia sembra che non sia nemmeno sbarcato. E questo grazie a Lui, lo Zar, che mentre il mondo trema per la pandemia ha trovato il tempo di maneggiare per garantirsi la poltrona per altri anni. Quanto all’Italia meglio stendere un velo pietoso. Con questa drammatica crisi, la pochezza di Salvini è emersa in tutta la sua drammaticità. Oltre che per le sue idee sovraniste che davanti a tragedie globali emergono in tutta la loro assurdità, Salvini è apparso come il politico di gran lunga più debole nel panorama italiano. Ha perso la testa più di tutti, contraddicendosi svariate volte, tentando di lucrare maldestramente sulla tragedia, non riuscendo per settimane a mettere da parte il suo bulimico ego. Salvini ha dimostrato di non avere affatto la stoffa del leader che vanta di avere. Nè come uomo, nè come politico. E questa è una delle pochissime buone notizie in questi tempi cupi. Oltre al vaccino per questo maledetto virus, il mondo occidentale potrebbe trovarlo anche per il sovranismo puntando a democrazie collegiali ed aperte che invece d’isolarsi cooperano per costruire un futuro migliore.