Roberta Labonia) – Questa è la prima volta che scrivo un pezzo sulle sardine. In questi mesi mi sono astenuta. Dall’iniziale simpatia (come non ammirare uno spontaneo, pacifico movimento di giovani che scendono in piazza?), ho cominciato a nutrire dubbi. Se oggi digitate “sardine” su Google, la prima definizione che vi appare non è quella del povero ma ricco di omega 3 pesciolino azzurro, bensì quella di “Movimento di attivismo politico italiano”. E non c’è format televisivo o giornale nostrano che ogni giorno non ne ospiti un suo rappresentante o non gli dedichi un pezzo. Quindi un giudizio politico si impone.
E qui inizia il dilemma: chi sono, che cosa sono, e, soprattutto, che cosa vogliono queste sardine? Ovunque troverete scritto che questo movimento nasce in chiave anti-Lega anzi, in chiave anti-Salvini e contro la sua narrazione politica. Ed è vero. I suoi promotori, un manipolo di ragazzotti emiliano romagnoli di belle speranze, stanno marcando stretto il capopopolo leghista e gli stanno minando la sua asfissiante campagna elettorale in Emilia Romagna, la roccaforte storica del Pd. E lo fanno intelligentemente (o ben istruiti? Sicuramente ben finanziati), contendendogli ogni piazza. E la dove ci riescono hanno sempre la meglio loro. A cominciare da Bologna, a novembre scorso, dove la campagna elettorale del leghista ha preso il via, quando questi personaggi hanno organizzato nelle stesse ore, per la prima volta, un flash mob di oltre 15mila persone a Piazza Maggiore, costringendo “capitan citofono” a rinchiudersi al PalaDozza, e ad accontentarsi di 5 mila presenze mal contate. Da allora è stato un crescendo, 20/30/40 mila persone sono scese in piazza con loro, con una puntata a piazza San Giovanni a Roma, dove le sardine hanno radunato 100mila persone al grido di “Roma non si Lega”, fino ad arrivare a ieri, alla penultima sortita di Salvini in Emilia, nella chiacchierata Bibbiano, dove distanti qualche centinaio di metri, i pesciolini hanno battuto il leghista per sette presenze a uno. E fin qui non posso che trovarmi d’accordo con loro. Tutto ciò che rema contro la narrativa del “cazzaro verde” non può che trovarmi in sintonia. Ma il feeling finisce qui. Se provate a capire qual’è la loro visione politica, qual’è la loro proposta alternativa, trovate il vuoto. I bei pesciolini balbettano e, la dove rispondono, incalzati da più parti come le star del giorno, esprimono concetti vaghi, oppure ermetici se non, e mi vien da ridere, un mutismo imbambolato, (vedi il loro portavoce Sartori che, in diretta da Floris, si è fatto mettere all’angolo da un navigato come il “Mortimer” di casa Arcore, al secolo Sallusti).
Ora qualche filo-sardina alzerà il ditino per dire: ma le sardine hanno elaborato una carta dei valori! Vado a leggere: 1- “i numeri valgono più della propaganda e delle fake news”. 2-Per combattere la retorica populista serve “arte, bellezza, non violenza…..”. 3- “la testa, viene prima della pancia….”.4-“le persone vengono prima degli account social…”. E ancora: 5-“Protagonista è la piazza….”.
Il resto, cioè il nulla, dal punto 6 al punto 10, è sulla falsa riga. Manca solo “sonoperlapacenelmondo” e “vogliobeneallamamma”……
Quindi un oggetto misterioso questi esemplari ittici. Ma mica tanto, se è vero come è vero che da qualche tempo a questa parte il loro ermetismo sta cedendo, forse perché stanchi di stare “acquainbocca” (che per un pesciolino sarebbe normale), o forse perché, dalli e dalli, alla fine la verità più di un giornalista scafato gliel’ha tirata fuori. E hanno cominciato ad infilare una serie di perle di cui riporto le più “illuminanti”. Tipo quella di certo Garreffa Andrea, uno dei sardina-fondatori, il quale ha sentenziato che “l’atto fondativo dei 5 stelle” (cioè il ‘Vaffa’ ndr), “fu un insulto e noi non ci riconosciamo in questo tipo di linguaggio”. Oppure quella del capo sardina, signor Sartori Mattia, sempre lui, il quale ha pontificato che il M5S, correndo da solo in Emilia Romagna, “fa uno sgarbo politico al Pd”.
Per chiudere con la chicca della sardina semplice, tal Donnoli Lorenzo, ultimamente molto gettonato nei format de La7 perché autodefinitosi “asperger” (una derivazione dell’autismo), che ha sparato una molotov all’indirizzo del Movimento 5 Stelle, definendolo non credibile, inutile e, addirittura, nocivo. Alla faccia!
Quindi, ricapitolando, ciò che certamente sappiamo di questo movimento delle sardine oggi è che è antileghista (e suoi affini), ma anche pesantemente anti grillino, ergo altro non è che un derivato, una costola della sinistra, sceso in piazza sotto mentite spoglie, ma non più di tanto, per tirare la volata al Pd nelle prossime regionali e chissà, magari anche alle prossime politiche.
Sardine dei miei stivali, vi abbiamo fatto tana.
