
(Di Ruggero Delponte)Craxi era un politico che si è intascato milioni di tangenti che sono finite non solo nelle casse del partito MA PROPRIO NELLE SUE TASCHE PERSONALI.
Per paura che parlasse lo hanno lasciato scappare all’estero. Era un latitante ma i media lo chiamavano “ESILIO”. Ha continuato a fare la bella vita con i soldi che ci ha fregato e alla faccia nostra.
Adesso da destra a sinistra, i soliti lacchè di giornalisti e gli eredi politici che tentano di emularlo lo rispolverano e lo lucidano come se fosse un santo.
Ma non era un santo, era addirittura una divinità: era Ermes, il dio dei ladri di quel periodo ma ovviamente non era l’unico ne’ il solo. Se erano tutti una banda di ladroni dovremmo rattristarci perchè solo Craxi è caduto in disgrazia? Oltre che da arrogante ladrone si è pure comportato da meschino vigliacco perchè non ha osato neppure far cadere quel sistema corrotto che conosceva benissimo.
Quindi, se dall’Olimpo della loro impunità, ogni mille anni, per sbaglio, una di queste divinità cade, non credo bisogni dispiacersene che cada proprio in bocca al popolo populista. Il popolo per una rarissima volta si potrà mangiare un dio cannibale da cui tutti i giorni viene mangiato.
Nessuna riabilitazione va concessa ne’ a Craxi ne’ ad altre ombre del passato come lui, perchè riabilitare questi delinquenti vuol dire giustificare e tollerare quelli di adesso. E’ ciò che vogliono, abituarci al male affinchè un giorno non lo si possa neppure più riconoscere.
