domenica 19/01/2020
STEFANO BUFFAGNI – PARLA IL VICEMINISTRO M5S ALLO SVILUPPO ECONOMICO: “PRIMA DI OCCUPARCI DI CAPI, PENSIAMO A COME RIORGANIZZARCI NEL PAESE”

Stefano Buffagni parla al telefono già da un po’ con il Fatto, quando sulle agenzie plana una dichiarazione di Luigi Di Maio che pare indicare una nuova fase per tutto il M5S: “Gli Stati generali serviranno per mettere in piedi un’organizzazione più efficace, perché da solo il capo politico non ce la può fare”. E il lombardo Buffagni, viceministro allo Sviluppo economico, 5Stelle di peso, commenta a botta calda: “Non dobbiamo più avere paura di dire che abbiamo bisogno di una classe dirigente per gestire un’organizzazione complessa con contrappesi e responsabilità ripartite”.
La partita interna per gli Stati generali di marzo, cioè per il primo Congresso del Movimento, pare iniziata. Sembra che si stiano schierando anche le varie correnti.
Non saprei dirlo. La parola correnti non mi sembra indicata, mi sembra quasi svilire un concetto che in certi partiti funzionava. Di certo nel M5S ci sono anime diverse.
Lei a quale si sente vicina?
Sicuramente ci sono sensibilità che hanno bisogno di uno spazio. Credo di rappresentare quella parte di persone molto pragmatiche e razionali che vogliono portare concretezza nell’azione di governo con buon senso. L’anima che ha sbagliato a non far sentire con più determinazione la propria voce, forse per eccessiva educazione.
Il Movimento di governo ha fallito?
No, abbiamo ottenuto obiettivi importanti. Ma a volte abbiamo annunciato certi risultati senza poi raggiungerli. Anche il modo in cui racconti le cose fa la differenza. Bisogna porsi obiettivi alti, da cogliere però tramite passi graduali che vanno spiegati. Matteo Salvini è stato più bravo di noi nel racconto.
Ecco il Buffagni filo-leghista…
Ma va là: io sono stato querelato da Salvini, e quando mi dicono che mi piace la Lega mi incazzo moltissimo. Ma dobbiamo guardare la realtà.
Ma l’anima dei pragmatici quanto pesa?
Molto, ma spesso è silente, anche se abbiamo perso una grande fetta di queste persone dal marzo 2018. Ma è una parte di Paese che sta smaltendo l’innamoramento per Salvini e che cerca una nuova prospettiva ed una speranza. Alla prima occasione non siamo stati adeguatamente incisivi per rappresentarla, ma possiamo riprovarci e riuscirci.
Sta dicendo che dovete riprendervi la classe media?
Noi dobbiamo rappresentarla, ascoltarla e aiutarla con risposte concrete.
Lei elenca errori, quindi è molto critico con Di Maio. Sta dicendo che deve farsi da parte? E magari si sta candidando al suo posto?
Noi oggi un capo politico ce l’abbiamo e prima di parlare di capi dobbiamo occuparci di cosa vogliamo per il Paese e di come organizzarci. Poi è chiaro che gli interpreti sono fondamentali.
Gli Stati generali di marzo dovranno essere un vero congresso?
Credo che debba essere un momento in cui coniugare la riflessione su dove andare assieme a quella su come fare funzionare la macchina, perché è chiaro che ci sono problemi strutturali. Non mi porrei dei limiti. Dopodiché va creato un metodo di lavoro che valga anche per il futuro.
Dovrete parlare anche della collocazione politica del Movimento. Stefano Patuanelli vi vorrebbe stabilmente “nell’area riformista”. Proprio come Beppe Grillo.
Io ne ho parlato con il ministro e lui giustamente ha risposto in una recente intervista che le alleanze si fanno dopo le elezioni. Io però resto convinto che il M5S debba restare una cosa diversa, ossia una forza politica di buon senso che orienti gli altri partiti con i propri valori. E ci sono valori che non puoi collocare in un campo.
Al Nord il M5S sembra quasi sparito. Il Carroccio vi ha svuotato.
È evidente, ed è anche per questo che non si sarebbero alleati con noi nelle Regioni. Ma ripeto, quell’elettorato è già stufo delle battaglie contro la Nutella. È chiaro che noi abbiamo avuto poca personalità nell’azione di governo, con un’agenda che si è dimenticata di una grande fetta di Paese.
Negli Stati generali parlerete anche di Rousseau? Molti parlamentari sono in rivolta contro la piattaforma di Casaleggio.
Se ne potrà discutere. Rousseau è uno strumento importante, ma non può essere il perno della gestione del Movimento.
Intanto lì fuori c’è un governo che va avanti. Avrete davvero la forza di imporre la revoca delle concessioni ad Autostrade?
Sicurezza per i cittadini e diminuzione pedaggi sono temi fondamentali. Io sono molto curioso di vedere come Autostrade chiuderà il suo bilancio. Dovranno fare anche gli accantonamenti per potenziali rischi e verificare la continuità. È un’azienda che negli anni ha diminuito gli investimenti e aumentato i dividendi spremendo gli italiani. Di certo non sono le vittime.
