giovedì 21/11/2019
SU ROUSSEAU SI VOTA PER SCEGLIERE SE CANDIDARSI IN CALABRIA E EMILIA-ROMAGNA LA DOMANDA PERÒ HA GIÀ MEZZA RISPOSTA: “SICURI CHE ABBIAMO LE FORZE?”

Luigi Di Maio l’aveva detto: “Farò di tutto” per evitare che il Movimento 5 Stelle si presenti alle Regionali in Emilia-Romagna. Gli bastava poco, per la verità, visto che è lui a concedere l’uso del simbolo M5S. Ma il suo obiettivo era ottenere il risultato con una linea morbida, onde evitare ripercussioni in Parlamento. Così aveva avviato un faticoso pressing su parlamentari e consiglieri emiliano-romagnoli per convincerli che restare a casa fosse la soluzione più saggia in assoluto.
IL POST
Abbiamo consultato le persone che portano sulle spalle questo Movimento, e tutti concordano che serva un momento di riflessione, di stand-by Ma decidiamo insieme
Ma il pressing si è rivelato più faticoso del previsto, perché la pattuglia di deputati, senatori ed eletti in regione è convinta esattamente del contrario: il simbolo dei Cinque Stelle sulla scheda elettorale deve esserci, quel che succede dopo non è un problema loro.
E allora Di Maio ha deciso di affidarsi alla base, che oggi voterà su Rousseau se partecipare o no alle competizioni in Emilia-Romagna e pure in Calabria. Un annuncio che arriva in coda al post che fissa per marzo l’apertura degli Stati generali del Movimento, che dovranno servire a ricostruire l’identità dei Cinque Stelle a dieci anni dalla fondazione. Non un dettaglio: perché, come spesso capita, la domanda alla base ha già mezza risposta dentro. E stavolta pure le firme: “Abbiamo consultato le persone che portano dalla prima ora sulle spalle questo Movimento, e tutti concordano che serva un momento di riflessione, di standby”, si legge nel post, come a dire che la riflessione sul non presentarsi è condivisa da tutti, Beppe Grillo compreso. “Ma decidiamo insieme”, aggiungono, chiedendo il voto (come già era avvenuto in Umbria) a tutti gli iscritti e non solo a quelli delle regioni coinvolte. Si dubita del fatto che l’organizzazione degli Stati generali sia “compatibile con le attività elettorali”, si ricorda lo “sforzo organizzativo” che richiedono entrambe le attività. Insomma, si dice chiaramente che è meglio lasciar perdere.
La riflessione ruota ovviamente intorno alla solita faccenda: dopo la batosta in Umbria il capo politico M5S ha deciso di abbandonare l’idea – che non lo aveva mai convinto – di un’alleanza strutturale con il Pd. Ma la sconfitta in Umbria non pesa come una ipotetica vittoria di Matteo Salvini in Emilia-Romagna: se il Pd perde a Bologna, dove governa con Stefano Bonaccini, le conseguenze sul governo posso essere molto più amare. Figuriamoci se a togliergli voti fosse una lista avversaria benedetta da Di Maio. Nicola Zingaretti lo ha detto chiaro e tondo al capo politico, e lui ha inteso il messaggio. Tanto più che una lista solitaria del Movimento andrebbe a certificare un altro risultato negativo per i Cinque Stelle (sotto al 10 per cento, secondo i sondaggi).
Torniamo al “territorio”, però. Che da settimane spinge per la direzione opposta. Tre giorni fa, i consiglieri regionali e i parlamentari emiliano-romagnoli hanno consegnato a Di Maio un report dettagliato per spiegargli che “i motori sono caldi”. Ovvero che è tutto pronto per fare una campagna come si deve, dagli eventi in programma alle persone che si potrebbero occupare delle varie questioni organizzative. Gli hanno illustrato le motivazioni per cui è importante che i Cinque Stelle siano in consiglio regionale nella prossima legislatura, gli hanno mandato l’elenco delle cose fatte in questi cinque anni e anche i resoconti degli incontri che hanno fatto in tutta la Regione: gli attivisti sono per presentarsi, perchè – dicono citando lo scrittore Paulo Coelho – “l’unica maniera di prendere la decisione giusta è sapere quale sia quella sbagliata”. E quella sbagliata è “avere paura” e compiere la “grave ingiustizia”, per dirla con il deputato Davide Zanichelli, di ragionare sulla base di “un calcolo lontano da questa terra”. La paura c’è: i lontani da quella terra diranno quanto vale.
