martedì 19/11/2019
I DOCUMENTI – L’INCHIESTA SUL TESORIERE DEL PARTITO GIULIO CENTEMERO. L’APPUNTO DELLA FINANZA: I PASSAGGI DI DENARO DA UNA SOCIETÀ ALL’ALTRA

Denaro che arriva agli uomini vicini alla Lega Nord, fondi che passano da una società all’altra. Un’operatività “finanziaria anomala”. È quanto scrive il Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza che ha svolto un’analisi pre-investigativa “in ordine a 14 segnalazioni di operazioni sospette” riguardanti alcuni soggetti in orbita leghista. L’appunto – riversato poi in un’informativa del Nucleo di Polizia economico-finanziaria del 14 maggio 2019 – è agli atti dell’indagine della Procura di Roma su Giulio Centemero, anche se le operazioni di cui si parla non sono oggetto di alcuna inchiesta. Il tesoriere della Lega è accusato invece di finanziamento illecito per 250 mila euro che la onlus leghista “Più Voci” ha ricevuto tra dicembre 2015 e febbraio 2016 dalla Immobiliare Pentapigna Srl, società che in passato era riconducibile all’imprenditore Luca Parnasi. Centemero ha sempre respinto le accuse spiegando che mai un centesimo è arrivato al partito di Matteo Salvini. Per i pm romani però la “Più Voci” è un’associazione riconducibile alla Lega Nord. L’indagine è stata chiusa: i magistrati nei prossimi giorni decideranno se chiedere il processo o meno.
I soldi da Radio Padania alla Sdc Srl e poi ai leghisti
Agli atti di questa inchiesta vi è quindi l’analisi pre-investigativa del Nucleo Valutario, riversata in un’informativa dei colleghi del gruppo investigativo criminalità economico-finanziaria. Si comincia dunque dai 250 mila che la “Più Voci” riceve in passato dalla Immobiliare Pentapigna. Parte di questo denaro – 50 mila euro – “è stato a sua volta bonificato sul conto corrente” di Radio Padania. “Quest’ultima – continuano i finanzieri – tra il 2016 e il 2017 ha trasferito 368.565 euro (provenienti principalmente della dismissione delle frequenze radiofoniche) alla Sdc srl a titolo di pagamento fatture”.
Poi i soldi dalla Sdc srl arrivano “tramite bonifici con causale riferita a fatture” a diversi soggetti: Centemero, Alberto Di Rubba (estraneo all’indagine romana) e Andrea Manzoni, revisori legali della Lega alla Camera e al Senato. Secondo un altro documento della Banca d’Italia, a Di Rubba sono arrivati 198 mila euro, a Manzoni 171 mila, a Centemero circa 62 mila. Dalla Sdc Srl partono anche due bonifici verso società in orbita leghista: la Studio Dea Consulting srl (poi divenuta Partecipazioni Srl, con amministratore unico Di Rubba), e la Studio Cld srl, ora cancellata ma di cui era unico socio la Partecipazioni Srl.
La parecchio attiva Dea Consulting
C’è altro. Per i finanzieri la Studio Dea Consulting ha versato il capitale sociale di altre due società “nonostante la sua formale estraneità alla compagine societaria di entrambe”. Si tratta della Sdc srl e della Vadolive srl. Di quest’ultima è amministratore unico Davide Franzini, presidente del Cda di Radio Padania Società cooperativa (anche questi estraneo all’indagine romana). È scritto nell’informativa del 14 maggio che “l’operatività finanziaria sia della Sdc Srl che delle società riconducibili a Studio Dea Consulting Srl evidenzia come su tali società siano confluiti flussi finanziari provenienti dalla Lega o comunque da altri soggetti collegati al partito (tra cui Radio Padania)”.
I fondi pubblici della Regione Lombardia
La Sdc Srl, come ricostruito dai finanzieri, ha ricevuto anche soldi pubblici. I fondi sarebbero transitati tramite la Immobiliare Andromeda Srl che dopo aver ricevuto 800 mila euro “derivanti da un contributo erogato dalla Regione Lombardia di un milione di euro” da parte dalle Fondazione Lombardia Film Commission, “ha elargito 178.450 euro alla Sdc srl” e per il tramite di due società altri 100mila alla Taac (amministratore unico Di Rubba). “I fondi – è scritto – sono stati impegnati per l’acquisto di un immobile concesso in locazione alla Dea Consulting”.
Le società partecipata dalla nipote di B.
Le Fiamme gialle notano anche altro. Ossia che presso la Partecipazioni Srl (già Studio Dea Consulting) hanno sede anche alcune società partecipate dalla fiduciaria italiana Seven Fiduciaria Srl “controllata dalla Sevenbit srl, a sua volta partecipata dalla Blue Srl riconducibile ad Alessia Berlusconi, nipote di Silvio”.
Il contratto per la promozione social
Al vaglio dei finanzieri è finito anche il contratto del maggio 2018 della Vadolive Srl con il gruppo Lega in cui per 480 mila euro l’anno la società si impegnava a gestire la promozione social. “La provvista derivante dalle rate di 36 mila euro accreditate sino al 4 dicembre 2018” sul conto della Vadolive – è scritto nell’appunto del Nucleo Valutario – “è stata utilizzata per bonifici diretti a soggetti titolari di incarichi di fiducia conferiti” da Salvini. Tra questi si citano: Luca Morisi, l’ex capo dell’ufficio stampa del Ministero dell’Interno Matteo Pandini, alcuni titolari di incarichi di collaborazione stampa, come Leonardo Foa, figlio del presidente Rai Marcello.
Dopo queste analisi finanziarie, il Nucleo Valutario conclude: “L’operatività finanziaria di Studio Dea e delle altre società oggetto delle segnalazioni appare finalizzata alla ricezione di consistenti fondi dalla Lega Nord e da soggetti collegati a tale partito, sottoforma di pagamento di servizi e di prestazioni professionali e alla successiva distribuzione di una parte rilevante dei medesimi fondi in favore di beneficiari diversi”. E concludono: “Alcune delle suddette società si pongono come mero tramite rendendo conseguentemente dubbia l’effettività oggettiva e soggettiva delle prestazioni resa da o nei confronti delle stesse e delle giustificazioni causali sottese ai relativi pagamenti”.
