VENEZIA ALLAGATA

(Tommaso Merlo) – Questa è l’Italia. Un’oscena mangiatoia. Dopo trent’anni i cittadini di Venezia sono finiti sott’acqua, in compenso migliaia di suini sono ingrassati grazie al Mose e oggi si godono la bella vita nelle loro ville sontuose. Politici corrotti, burocrati traditori, presunti manager, sanguisughe malavitose e parassitarie. La solita porcilaia all’Italiana dove immense risorse pubbliche vengono sprecate per opere faraoniche che o rimangono incompiute o al momento buono si rivelano inutili oppure è passato talmente tanto tempo che nascono già obsolete. Perché nel frattempo sono emerse nuove tecnologie, nuove conoscenze o perché è cambiamento il contesto. Ma ai suini non può fregar di meno. Il loro unico scopo è la mangiatoia. Non vedono oltre. Opere pubbliche di minori dimensioni o con soluzioni più economiche che sarebbero anche più utili ai cittadini, le boicottano. Più capiente è la mangiatoia, più riusciranno a riempirsi lo stomaco. Questa è l’Italia, una mangiatoia infinita. Decenni di estenuanti attese mentre i suini ingrassano nell’ombra. Il tutto grazie alla complicità di una politica venduta e di una burocrazia asfissiante che fa il loro gioco. I suini non hanno nessuna fretta di svuotare la mangiatoia e anche se malauguratamente l’opera venisse completata, continueranno ad ingozzarsi coi costi di manutenzione e fardelli affini creati ad arte. Certe mangiatoie durano l’intera esistenza dei suini o vanno addirittura oltre coi discendenti che continuano l’abbuffata. Questa è l’Italia anche se il Mose ha una gustosa peculiarità. Si trova nel cuore del Veneto, là dove eccelle la laboriosità e la serietà padana. La regione leghista per antonomasia, la regione esempio di irreprensibile amministrazione delle risorse pubbliche che vorrebbe staccarsi da Roma ladrona. Già, ma si sa come vanno queste cose. Quando si tratta di riempirsi la pancia, ogni mondo è paese. Vale per noi comuni mortali e a maggior ragione per i suini. Questa è l’Italia, pazzia autolesionista. Cittadini che si azzuffano, suini che si abbuffano. E guai a farli smettere. Dopo disastri come quelli del Mose, ci si aspetterebbe che i cittadini italiani dicano basta a mega mangiatoie alimentate con le proprie tasse. Ed invece in Italia le lobby dei suini politici, economici e mediatici, è talmente potente e radicata che riesce sempre a piegare l’opinione pubblica a proprio vantaggio. Ci riesce imponendo le solite panzane come quella che le mangiatoie servono per la modernità e lo sviluppo del nostro paese. E pazienza se poi si avvera l’esatto contrario, l’importante è non dar retta al maledetto partito dei “no” perchè si finirebbe tutti nel baratro. Perché  la crescita si ottiene consumando. Suolo, risorse e soprattutto ogni dubbio umano che le mega opere sono la panacea di tutti i mali nostrani. Ieri il MOSE, oggi il TAV, domani forse il ritorno del Ponte sullo Stretto. Quando c’è una nuova mangiatoia all’orizzonte, il regime suinico si compatta sempre. Perché questa è l’Italia e guai a chi osa cambiarla. Guai a chi cerca d’introdurre perlomeno il buonsenso, perlomeno trasparenza e legalità nella spesa di soldi pubblici. Guai a chi parla di analisi costi-benefici, di ascolto delle comunità locali e di parametri che vanno al di là di quelli meramente di ritorno economico. Guai. Questa è l’Italia e lo deve rimanere. Un Mose, una mangiatoia oscena e senza epilogo.