
(Tommaso Merlo) – Come ogni settembre gli zombie da talk-show riappaiono nelle nostre case. Una punturina di qui, una limatina di là. Carrozzerie tirate a lucido per un’altra annata di chiacchiericcio politico. Stessi conduttori, stessi ospiti. Rigorosamente gli stessi. Cambia il mondo, cambiano i paradigmi, ma gli zombie da talk-show nostrani resistono stoicamente ad ogni mutamento. Anche a quelli climatici. Appaiono giusto un pochino più curvi e rintronati ma sempre cocciutamente incapaci di smettere. Di esibirsi, di sentirsi qualcuno. La triste fotografia di uno dei mali più deleteri del nostro paese. Le cappe elitarie. In tutti i settori, in tutti i rami, in Italia si forma prima o poi una cappa elitaria in cima, una cricca baronale che preso il potere non lo molla neanche a cannonate. E il giornalismo non fa certo eccezione. Anzi, è uno degli esempi peggiori. Una galassia di zombie impenitenti che si arrendono solo alla fossa. In un paese di sessanta milioni di cittadini, è da decenni che a pontificare nei talk-show ci va sempre la stessa manciata di morti viventi. Che non ci sia in giro di meglio, è statisticamente impossibile. Ma l’Italia è questa. In ogni settore. Vittima di cappe elitarie, vittima dell’egoismo. Singolo e di massa. Ma nessuno avrebbe nulla da ridire se gli zombie da talk-show nostrani fossero dei geni capaci d’illuminare la povera cittadinanza che li segue da casa. Nessuno. Ma ahimè, perlopiù dicono banalità, ripetono roba letta sui giornali, ordini di scuderia. La solita manfrina conformista e perbenista. Cameratismo. Strascichi del passato. Una noia desolante anche se bisogna ammettere che è un periodaccio per gli zombie da talk show e tutto il giornalume. La politica non è più come una volta. Un tempo quando trovavano un deretano da lustrare era per sempre. Oggi i deretani politici vanno e vengono alla velocità della luce. Come quello di Renzi, l’Obama Bianco. Tutti in ginocchio lingua in fuori, tutti a manganellare quei maledetti zoticoni del Movimento 5 Stelle. Poi Salvini fa il Tafazzi, Renzi si rimangia tutto e nasce il governo giallorosa. Uno shock. Il giornalume è ancora spaesato, non sa più che deretano pigliare. Li vedi nei talk-show guardarsi attorno smarriti e titubanti a sparare più supercazzole prematurate del solito. Sanno che devono stare attenti in fasi di transizione come questa. Si sputtanerebbero se cambiassero chiappe con troppa disinvoltura. Per potersi riciclare in futuro devono temporeggiare, senza esporsi troppo. Devono capire dove tira il vento e procedere al ritmo dei loro padroni, al ritmo del sistema. Istinto di sopravvivenza. Marciume italiano. Perché solo così la cappa elitaria resisterà a questo ennesimo scossone governativo e continuerà a spadroneggiare negli studi televisivi e nei giornali. La solita manciata di zombie. Stessi conduttori, stessi ospiti. Rigorosamente gli stessi. Con la faccia ricoperta di cerone e il falso sorriso di chi si crede qualcuno. Carrozzerie tirate a lucido per un’altra annata di chiacchiericcio politico. Triste fotografia di uno dei mali più deleteri del nostro paese. Le cappe elitarie.
