(Tommaso Merlo) – I giorni di gestazione del governo non fanno presagire nulla di buono. Questo perché il Pd non ha mai fatto nemmeno lo sforzo di capire cosa sia il Movimento. Lo ha solo combattuto strenuamente ed oggi lo tratta ancora come un partito come un altro. Ma il Movimento è un gruppo di cittadini con in mano una lista di cosa da fare. Che piaccia o meno. Cittadini vincolati da quella lista che finito il loro secondo mandato torneranno a vita privata e si danno da fare affinché sia meglio di come l’hanno lasciata. Un salto epocale che al vecchiume che opprime questo paese proprio non riesce ad entrare in testa. Il Movimento è un esperimento politico-sociale inedito che fino adesso sta miracolosamente funzionando. Quel gruppo di cittadini ha realizzato riforme come ad esempio la Spazzacorrotti o il Reddito di Cittadinanza, roba grossa, in pochi mesi, quando la vecchia politica i corrotti li difendeva e dei poveri se ne fregava. E quel gruppo di cittadini ha governato senza intasare le patrie galere e senza arricchirsi visto che restituisce parte del proprio stipendio. Fatti, non chiacchiere. Il Pd viene da un altro mondo. È un vecchio partito ingessato e dilaniato dagli scandali in balia di politicanti di professione che tra una rissa e l’altra si sono arricchiti e nonostante penosi fallimenti hanno ancora il fegato di pontificare. Fatti, non chiacchiere. I politicanti del Pd hanno accettato questo governo perché una poltrona sicura oggi è molto meglio di una incerta domani. Disperazione più che convinzione. E da questi giorni di gestazione, sembra che la lezione del 4 marzo non l’abbiano proprio imparata. Oltre alla cagnara sui giornali, il Pd ha straparlato di “discontinuità” ad un Movimento che non ha fatto altro che realizzare quanto promesso ai suoi elettori e che ha contenuto le forzature salviniane per quanto possibile. E soprattutto, il Pd ha rifiutato di firmare un accordo di governo preciso. Sicura premessa per risse infinite. Ma del resto il Pd e tutta la vecchia politica, ha sempre fatto politica in quel modo. Prendevano i voti, si alleavano nei palazzi e poi si mettevano a negoziare. Il risultato era che invece di fare quanto promesso ai cittadini, alla fine si occupavano solo dei fattacci loro. E la rivolta populista di cui il Movimento è sano artefice, nasce anche da quelle prassi opache. Il Movimento è un gruppo di cittadini stanco di essere tradito che si è rimboccato le maniche mettendosi a far politica in proprio. Ma l’arroganza che permea il Pd gli impedisce di capirlo e i vecchi Baroni risorti dalle ceneri già vagheggiano di nuove fasi riformiste e socialdemocratiche e di nuovo centrosinistra allargato a vocazione maggioritaria e di alleanze organiche e robaccia politichese del genere. Chiacchiere, non fatti. Il Movimento ha grandi valori, ma rimane un gruppo di cittadini con in mano una lista di cosa da fare. E questo governo reggerà finché il Movimento riuscirà a farle. Non un giorno in più. La fase giallorosa è iniziata davvero male. L’impressione è che sotto sotto il Pd si sia messo in testa di mangiarsi il Movimento. Di governarci insieme per piegarlo alle logiche della vecchia politica, in modo da comprometterlo, in modo da drenarne consensi e tornare ai vecchi tempi che furono. L’arroganza fa davvero dei brutti scherzi. Poveracci. Ma una cosa son le chiacchiere, un’altra sono i fatti. La Lega ne è uscita con le ossa rotte dalla collaborazione col Movimento. Il Pd rischia di fare una fine ancora peggiore.