(Tommaso Merlo) – Cooperando con la Lega, il Movimento ha realizzato tanto, non si è contaminato ma a livello di consensi si è dissanguato. Cooperando col Pd, il Movimento può realizzare altrettanto, continuando a non contaminarsi e recuperando i consensi perduti. Per quello il vecchio regime è nervoso. Se questo governo andasse in porto, il Movimento potrebbe perfino riprendere il suo percorso rivoluzionario che in molti davano già per spacciato. Fino a ieri alcuni sondaggi davano il Movimento sotto al 10, oggi al 24. Certo, è dura digerire certe facce del Pd, molto dura. Tante ferite sono ancora aperte. Una situazione aggravata dal fatto che il Pd non è stato minimamente capace di rinnovarsi e il Movimento si ritroverà a cooperare con gli stessi politicanti che ha sempre combattuto. Ma la politica non può ridursi a litigio personale, un paese non può rimanere indietro perché qualche politicante si sta sulle balle o per l’ira di qualche troll. La trattativa giallorosa può anche saltare, ma il Movimento ha tutto il diritto e anche il dovere di provare a formare un governo col Pd e di seguire la stessa metodologia del 4 marzo. Cooperare con chi ci sta. Con la Lega il lavoro è stato interrotto bruscamente, ora non resta che provarci con l’unica forza rimasta sulla piazza. Il Movimento ha in mano un programma scritto insieme ai cittadini e il suo compito è quello di realizzarlo. Punto e basta. Ad aver cambiato idea è il Pd, non il Movimento. Il resto è trollame. Tifo e livori personali. Un modo d’intendere la politica che a furia di sterili personalismi e rigurgiti ideologici ha devastato l’Italia. E il Movimento nasce anche per superare quell’era funesta e rimettere la politica all’esclusivo servizio delle cose da fare e del bene comune. Populismo ma sociale e progressista. L’opposto del populismo nero leghista. E questo è un punto che i troll social ma anche quelli che siedono nelle redazioni giornalistiche, negano di proposito. Beppe Grillo a suo tempo provò a candidarsi alle primarie del Pd, non al congresso federale leghista. Grillo propose nuove idee al centrosinistra, poi, ricevendo porte in faccia, ha seguito la profezia fassiniana e “si è fatto un partito”. Col tempo tutto si è evoluto, ma non sorprende certo che oggi Beppe sia intervenuto affinché si tentasse la via del governo giallorosa. Checché ne dicano i troll, è un fatto che il Movimento sia fiorito sulle ceneri morali e politiche del centrosinistra. È un fatto che in termini di valori e sensibilità le destre berlusconiane e poi salviniane sono sempre state agli antipodi del Movimento. Sia a livello di legalità e moralizzazione della politica, sia a livello di rapporti incestuosi col lobbismo, sia a livello di sensibilità verso gli ultimi e verso i diritti civili e l’ambiente. Senza parlare del modello. Boss e sguatteri al seguito versus partecipazione dal basso. Certo, Renzi ha portato il centrosinistra a destra e col suo giglio fradicio sulla brutta strada, ma al di là delle bolle passeggere, è innegabile che in termini di affinità politiche e culturali di fondo, il Movimento ne ha molte di più con quello che un tempo era il centrosinistra. Con quel mondo che c’è dietro alle brutte facce che ancora reggono il Pd. In attesa che Conte salga in cattedra e si parli di cose da fare, in attesa di vedere se la trattativa andrà in porto, il nervosismo del vecchio regime fa ben sperare. Dopo avere ricoperto di sputi il Movimento nonostante la buona prova governativa e dopo averlo dato per morto per l’ennesima volta, il riavvicinamento al suo terreno originario di centrosinistra sembra dare segnali che il suo percorso rivoluzionario non sia affatto spento. Alla faccia dei troll. Social e giornalistici.