giovedì 29/08/2019

IL PRECEDENTE 

IN GERMANIA – SEI MESI DI TRATTATIVE PER DARE IL VIA ALLA COALIZIONE CON ANGELA MERKEL

“Il successo è il risultato del duro lavoro e richiede la tensione di tutte le forze”, ha detto Angela Merkel citando Konrad Adenauer il giorno della firma del contratto di coalizione, il 12 marzo del 2018. Il lavoro a cui si riferiva Merkel era stato in effetti assai complicato: per quasi sei mesi la Germania era rimasta senza un governo, dalle elezioni del 24 settembre 2017, e oltre tre mesi è durato il lungo avvicinamento del Partito socialdemocratico.

Durante questo periodo di trattative, l’Spd è stato consultato tre volte, con due congressi e un referendum degli iscritti. Ma non poteva essere altrimenti. Bisognava recuperare lo slancio in avanti del leader di allora, Martin Schulz, che la sera stessa del voto, commentando i catastrofici risultati elettorali che portavano il partito al 20,8%, aveva promesso il ritorno all’opposizione. Schulz aveva promesso l’opposizione, ma il fallimento delle trattative della Cdu-Csu con l’altra possibile coalizione – la cosiddetta coalizione Giamaica, con liberali e verdi – e la pressione del capo dello Stato, il socialdemocratico Frank-Walter Steinmeier, lo spingevano due mesi dopo alle trattative per una nuova edizione della Grosse Koalition. La via democratica, a quel punto, era l’unica strada per tornare sui propri passi senza perdere la faccia.

Il primo congresso dei socialdemocratici, il 7 dicembre del 2017, approva a maggioranza la mozione della direzione per l’apertura dei colloqui con la Cdu-Csu. Un mese dopo, tra il 7 e l’11 gennaio 2018, da una lunga no-stop di incontri durati anche 24 ore di fila tra le delegazioni di Spd, Csu e Cdu viene fuori un primo documento preliminare, la base del contratto di coalizione.

La direzione socialdemocratica rimanda allora la parola al congresso straordinario convocato per il 21 gennaio. I delegati Spd appoggiano la nuova linea di Schulz a favore della Grosse Koalition, con 362 voti a favore e 279 contrari: appena il 56% dei voti favorevoli. Il secondo round negoziale allargato, che vede al lavoro almeno 18 gruppi di lavoro e che produrrà il contratto di coalizione di 174 pagine, dura 11 giorni, dal 26 gennaio al 7 febbraio.

Al termine della nuova sessione negoziale, Spiegel annuncia l’accordo sulla terza Grosse Koalition dell’era Merkel. La Spd, però, vincola l’approvazione del risultato a una nuova consultazione: non dei delegati stavolta, ma degli iscritti. Il referendum dura 11 giorni, può votare solo chi si è iscritto entro il 6 febbraio 2018, indipendentemente dalla cittadinanza: risultano alla fine 463.723. “Il Partito socialdemocratico deve concludere l’accordo del febbraio 2018 negoziato con Cdu e Csu?”, è il quesito, a cui si può rispondere “sì” o “no”. Solo chi è all’estero può votare online. Per due giorni, dal 2 al 4 marzo, le lettere vengono aperte sotto il controllo di un notaio e della commissione di verifica e di conteggio, con rappresentanti di tutti gli organi intermedi del più antico partito tedesco. Alla fine sono a favore del contratto di coalizione il 66,2%: su 362.933 voti validi ci sono 239.600 sì e 123.329 no. E il contratto si firma.

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