
I due leader si sono visti poco dopo i vertici separati di Movimento e Partito democratico. Il faccia a faccia è durato solo venti minuti
Vertice di venti minuti tra Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti a Palazzo Chigi. Il faccia a faccia decisivo per capire se il governo giallorosso riuscirà a partire è stato organizzato mentre i due partiti erano riuniti separatamente: da una parte lo stato maggiore del Movimento 5 stelle, che si è incontrato in una abitazione privata nel centro di Roma con Davide Casaleggio; dall’altra la cabina di regia del Partito democratico nella sede del Nazareno. Il segnale che qualcosa si stava sbloccando è arrivato intorno alle 17.30: il Colle ha diffuso il calendario delle consultazioni che inizieranno martedì 27 agosto e ha lasciato in chiusura mercoledì 28 Pd e M5s. Poco dopo è stato annunciato il colloquio tra i leader. In mattinata era già stata convocata anche la direzione Pd per domani (alle ore 16) e presumibilmente, in quella sede, Zingaretti potrà chiedere ai suoi il via libera al patto.
Il vertice M5s – La riunione è iniziata intorno alle 16. Non c’era Beppe Grillo, ma erano presenti il capo politico Luigi Di Maio e il figlio del cofondatore del Movimento Davide Casaleggio. Oltre ai capigruppo Stefano Patuanelli eFrancesco D’Uva, c’erano anche il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra, i ministri Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro, l’ex deputato Alessandro Di Battista. E’ stato invitato anche il socio di Rousseau Massimo Bugani, che proprio pochi giorni prima della crisi si era dimesso in polemica dalla segreteria di Di Maio a Palazzo Chigi. A incontro in corso è arrivato il sottosegretario Vito Crimi. La situazione rimane molto tesa perché non tutti i big sono d’accordo sul dare il via libera all’intesa. Fin dall’inizio Di Battista e in parte Casaleggio, hanno espresso la loro contrarietà.
L’ultima riunione tra i big risale a domenica 18 agosto. Proprio quel vertice è stato fondamentale per far digerire, nonostante le resistenze interne, la linea a favore dell’accordo con il Partito democratico. In quell’occasione fu Beppe Grillo a radunare i suoi nella sua abitazione a Marina di Bibbona, in Toscana. Sono tante le tensioni che rimangono dentro il Movimento: Di Maio ha ricevuto mandato pieno per trattare con il Pd, ma questo non è bastato per mettere a tacere le voci interne più perplesse e chi invece di tornare al voto. Nelle ore scorse, gli scatti in avanti più significativi del Movimento sono stati dettati sotto la guida proprio di Grillo: è lui che ha benedetto l’accordo con il Pd e sempre lui che ha fatto due endorsement pubblici per Giuseppe Conte.
La cabina di regia del Partito democratico – In contemporanea il Partito democratico ha radunato la cabina di regia al Nazareno con il presidente Pd Paolo Gentiloni e la vice Deborah Serracchiani, la vicesegretaria Paola De Micheli eDario Franceschini.
