giovedì 20/06/2019

ROMA – IL GIORNALE DEL COSTRUTTORE VUOLE LE DIMISSIONI DELLA SINDACA

Il terzo anniversario di Virginia Raggi in Campidoglio segna una decisa rottura nel rapporto tra la prima cittadina M5S e il Messaggero, il principale quotidiano cittadino. Il giornale fa parte della galassia imprenditoriale di Francesco Gaetano Caltagirone, da quarant’anni Re del mattone in città con partecipazioni nei media, in Acea – la multiutility di acqua, energia e rifiuti al 51% del Campidoglio – MetroC e Grandi Stazioni.

MATTEO SALVINI

Ci saremmo aspettati risultati migliori dall’attuale giunta, che invece nega perfino il taser ai vigili Stiamo lavorando per un programma alternativo

Una cesura tanto netta nei toni, con un editoriale in prima pagina a firma del direttore Virman Cusenza che parla di “sindaca incapace” e la invita senza giri di parole a “passare la mano in un sussulto di responsabilità” da lasciare aperti alcuni interrogativi. Finora, infatti, al netto della normale dialettica tra un giornale tanto radicato in città e la giunta, le scelte comunicative della Raggi avevano spesso premiato con anticipazioni e notizie proprio il quotidiano di via del Tritone. E il dibattito sulla valutazione dei tre anni di mandato della sindaca si era già aperto da giorni sulle pagine locali dei quotidiani e sulle agenzie di stampa, con ogni testata che aveva tratto le proprie valutazioni senza però mai arrivare a chiedere alla sindaca di farsi da parte.

Così la pesante bocciatura del Messaggero potrebbe essere letta, tra le righe, anche come un’indicazione di preferenza nel futuro prossimo per altre forze politiche in Campidoglio. Scelta legittima, qualora fosse così, da parte di un imprenditore privato. A colpire però è la “consonanza” di alcune battaglie con la ricetta per la città proposta negli ultimi mesi per Roma dalla Lega di Salvini, che alle ultime Europee è arrivata in città per la prima volta oltre il 25%, secondo partito, conquistando quelle periferie che tre anni fa avevano premiato il M5S.

Tre i cavalli di battaglia del vicepremier leghista per Roma: termovalorizzatori per smaltire i rifiuti, sgombero delle occupazioni a scopo abitativo e poteri speciali per la città. Ieri naturalmente Salvini non ha perso l’occasione per ribadire: “Roma merita di più, ci saremmo aspettati risultati migliori dall’attuale giunta, che invece nega perfino il taser ai vigili. Stiamo lavorando per un programma alternativo”. A breve la Lega presenterà le sue proposte per la città.

Sarà un caso, ma nel video editoriale sul sito del quotidiano, parlando di rifiuti, Cusenza afferma: “C’è un approccio culturalmente sbagliato dal punto di vista industriale, Roma ha ridotto gli impianti da quando la Raggi è sindaco. C’è un approccio ideologico alla soluzione dei problemi, i termovalorizzatori sono visti come i nemici del bene pubblico”. È vero, gli impianti sono diminuiti ma perché uno, il Tmb Salario, lo scorso dicembre è andato a fuoco e la Procura sta ancora indagando.

I problemi, a partire dai servizi di scarsa qualità e ad alto costo offerti dal Campidoglio per trasporto, rifiuti e decoro sono sotto gli occhi di tutti. Ma la sottolineatura del quotidiano su Acea, “gioiello dai conti floridi” come “riprova che la cura e il controllo dei privati giova”, fa riaffiorare il dubbio che il “dibattito sulle sette piaghe” della città aperto dal quotidiano oltreché un interesse pubblico ne possa forse contenere anche uno privato.

Il vicepremier Luigi Di Maio tace. Tocca al capogruppo al Senato Stefano Patuanelli rispondere al Messaggero: “I problemi della Capitale, che con immense difficoltà Virginia Raggi e la sua squadra stanno cercando di risolvere, trovano il proprio responsabile in quei partiti e in quei politici che il giornale di Caltagirone ha sostenuto per anni”. E Alessandro Di Battista: “La sosterrò sempre, mi auguro che questi ultimi due anni siano migliori”.

© 2019 Editoriale il Fatto S.p.A. C.F. e P.IVA 10460121006