giovedì 13/06/2019
LE MIRE DEL LEGHISTA (DI NUOVO CONTRO I MAGISTRATI) SULLA RIFORMA TARGATA BONAFEDE

La giustizia è un crepaccio tra i gialloverdi, una differenza più evidente della propaganda. E Alfonso Bonafede e la sua riforma della giustizia possono essere un bersaglio, per il Matteo Salvini che ora vuole tutto. Temi e scene che si incrociano, nel giorno dell’arresto di Francesco Paolo Arata, l’ex consulente per l’energia della Lega. L’uomo che avrebbe fatto pressioni sul fu sottosegretario leghista Armando Siri, per ottenere emendamenti a favore di imprese attive nell’eolico. Ma il M5S fece muro, e Luigi Di Maio lo rivendica: “La puzza di bruciato si sentiva da lontano, ogni volta in cui emergono legami con la corruzione e la mafia, la politica deve saper subito prendere le distanze”. E parla al coinquilino, a Salvini.
“VENGA IN ANTIMAFIA”
Il presidente Nicola Morra ricorda al ministro dell’Interno: “Aspettiamo da mesi”
Quello con cui si era dato il cinque nel cortile di Palazzo Chigi lunedì notte, per mostrare a telecamere e cronisti che per carità, tra loro è tutto a posto. Ma se si parla di arresti e giudici le ipocrisie non reggono. Così Di Maio punge e Alessandro Di Battista picchia: “La Lega non sta rubando a Forza Italia solo voti, ma anche uomini e dinamiche. Il berlusconismo proverà a sopravvivere allo stesso Berlusconi, diventando il tratto distintivo di altre forze politiche”. Righe che fanno riferimento anche alle mire del Carroccio sulla giustizia, traducono dal M5S. Mentre batte un colpo anche il presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra: “Ho richiesto con lettera il 7 maggio la convocazione del ministro dell’Interno in commissione, dopo averla sollecitata sin da dicembre. Alla luce dei nuovi arresti sono costretto a ribadirne l’urgenza”. Ma Salvini non fa una piega: “Certo che andrò in commissione”.
Invece con il fattoquotidiano.it usa sillabe vaghe su Arata: “Avete deciso voi giornalisti che è un mio consulente, partecipò solo a un evento della Lega. Chi me lo presentò? Non ricordo”. Però rammenta che la prossima settimana è previsto un vertice sulla riforma della giustizia, civile e penale, costruita dal Guardasigilli Bonafede. E al tavolo assieme al big del M5S ci saranno il premier Conte e la ministra della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, la voce e gli occhi di Salvini sulla giustizia. Nell’attesa sul Resto del Carlino il vicepremier fa sapere: “Ho chiesto un incontro al ministro, è ora di avviare questa benedetta riforma della giustizia”. Centrata sulla magistratura, si evince. D’altronde “le cronache recenti hanno dimostrato che nessuno è immune da problemi”.
Quindi il vicepremier sta pensando di partecipare al previsto vertice sulla riforma, confermano dal Carroccio. Anche se aveva disertato quello fissato diverse settimane fa, prima del voto. Ora gli è tornata la voglia: ma con quali intenti? “Chiederà maggiori sanzioni per i magistrati e metterà bocca sulla riforma del Csm” sono convinti nel M5S. Dove avevano notato l’intervista di qualche giorno fa della Bongiorno a Libero: “Per i magistrati serve anche una verifica psico-attitudinale, occorrono buon senso ed equilibrio”. Una vecchia idea della P2. Del resto Salvini parla di giustizia anche in un question time alla Camera. “Non vogliamo schedare nessuno, però mi spiace che alcuni singoli possano mettere in dubbio l’imparzialità della magistratura”. E come esempi cita “quanto sta accadendo nel Csm” e “un magistrato di assoluto rilievo che, insoddisfatto per il risultato delle amministrative, ha parlato a proposito di alcuni Comuni dell’Emilia e della Romagna di fascio-leghisti”. Poco dopo, riunisce i ministri della Lega a casa sua a Roma “e sul tavolo c’erano tutti i dossier”. Compresa quello sulla giustizia, su cui i gialloverdi avevano discusso forte in sede di contratto di governo. Perché il Carroccio voleva inserire nel testo la separazione delle carriere per i magistrati, ma il Movimento disse no.
Però il contratto la Lega vorrebbe “rivederlo”, quindi la proposta potrebbe rispuntare. Anche se da Via Arenula ostentano tranquillità. Ricordano che “le due riforme sulla giustizia sono già pronte”, e che il loro primo obiettivo è ridurre i tempi dei procedimenti: “Il lavoro è stato svolto in modo approfondito assieme a magistrati e avvocati, le categorie che andavano sentite”. Dopodiché “se ci saranno buoni suggerimenti siamo pronti ad ascoltare”. Nel frattempo le agenzie raccontano che il 17 luglio arriverà la sentenza sul viceministro all’Economia della Lega Massimo Garavaglia, accusato di turbativa d’asta. Perchè la giustizia per i gialloverdi è tutta una spina.
