venerdì 07/06/2019

CRISI M5S

TERNI LA BASE SMARRITA NELLA CITTÀ DELL’ACCIAIERIA. “ERAVAMO CONVINTI DI VINCERE, POI LUI È VENUTO A FARE 7 COMIZI IN UN MESE. SEMBRAVA IL SINDACO…”

Operai – L’ingresso della Thyssen a Terni – Ansa

Terni è stata la città dei metalmezzadri. Le acciaierie erano la colonna vertebrale, la carta d’identità di un ceto operaio che veniva dalla terra e alla terra ritornava dopo il lavoro in fabbrica e i turni massacranti alle presse. Rossa così tanto da apparire inespugnabile, stava per finire nelle mani dei Cinquestelle quando, all’improvviso, giunse in città Matteo Salvini. Era esattamente un anno fa. Tutto quel che sarebbe capitato a Luigi Di Maio con il voto di maggio, era già successo ai suoi compagni d’armi ternani, al suo candidato sindaco Thomas De Luca, che ora insieme ai sei consiglieri comunali del Movimento rievoca – in questa seduta un po’ politica e un po’ psicanalitica – quel tempo e offre al capo politico alcune ricette per tentare uscire dalla crisi.

Thomas: “Mettiamo le cose in chiaro: sono attivista da sempre e di sinistra da sempre. Non è che mi sia piaciuto tanto l’accordo con la Lega. Ma avevo la città a cui badare. Pensavo realmente che potesse essere la volta buona di conquistarla dopo tutto l’impegno profuso. Noi abbiamo mandato in crisi il Pd, noi abbiamo aperto le strade alle inchieste giudiziarie e provocato la disfatta a sinistra. Noi abbiamo smosso la città su ambiente e salute. Noi eravamo i favoriti”.

Luca Simonetti: “Poi in un mese è giunto in città sette volte Salvini. Il sindaco sembrava lui”.

Valentina Pococacio: “Infatti sulle schede elettorali qualcuno ha scritto Salvini. La maggioranza ha fatto la croce sul simbolo della Lega. Il candidato sindaco nessuno lo conosceva e a nessuno è interessato sapere chi fosse. Bastava Salvini”.

Marco Cozza: “Vengo da destra, ma certo che mi ha impressionato vedere gli elettori completamente disinteressati ai programmi. Qui si muore di cancro e loro erano ipnotizzati dai migranti e dalla sicurezza”.

Valentina: “Della salute non fregava più a nessuno”.

Thomas: “Ora però non ho fatto mancare il mio sostegno a Di Maio nella votazione online. Che fai, del resto? Però bisogna riorganizzarsi in fretta. Numero uno: è mai possibile che non riusciamo a parlare con nessuno del governo? Per esempio: da tre anni tentiamo di bloccare Acea che vuole acquisire una partecipazione nell’inceneritore. Manca un referente locale che abbia il potere di interloquire con Roma”.

Valentina: “Fare come la Lega. Un commissario che comanda e risponde”.

Thomas: “Ogni città deve avere un solo meet up. Che senso ha questo florilegio di iniziative nelle quali poi ti perdi?”.

Federico Pascoli: “Recuperare le pecore è un po’ più difficile che trovare un pastore”.

Thomas: “Terni ha anticipato il vento. In un giorno, quando Salvini ha rotto il silenzio elettorale sul caso della nave Diciotti, del blocco dei migranti, abbiamo perso secchi dieci punti. Incredibile ma vero”.

Valentina: “La città è sporca con la giunta leghista. Male amministrata. Qualcuno parla? Nessuno”.

Thomas: “C’è un piano di abbattimento degli alberi malati. Con le amministrazioni precedenti ogni taglio era accompagnato da una protesta. Questi nuovi hanno intensificato addirittura i tagli. Sai cos’è accaduto? Campagna di stampa contro i ‘pini killer’. Tutti ad applaudire”.

Luca: “La verità è che abbiamo consentito troppo a Salvini. Troppo. Dicono che la sterzata a sinistra preelettorale ci sia costata tanti voti. Io penso che senza quella sterzata ne avremmo persi molti di più. Altro che!”.

Claudio: “Siamo per la prima volta al governo. Alcune ingenuità, disinvolture, anche fragilità dell’organizzazione dobbiamo scontarle”.

Thomas: “Noi da Terni proponiamo che non possa in futuro essere eletto al Parlamento nazionale chi non abbia almeno fatto un mandato da consigliere comunale. È indispensabile una verifica sul campo. Si dice che le preferenze sono il demonio. Ma io non conosco altro metodo possibile per una selezione che non produca paradossi”.

Valentina: “Si può dire tutto il male del Movimento, ma in un partito come la Lega o il Pd non avremmo avuto nessuno spazio”.

Fabrizio: “Se sono consigliere comunale lo devo al Movimento. Non ha chiesto null’altro che mettere la mia passione e quel poco che so fare a disposizione di tutti”.

Thomas: “Sbagliata anche l’interpretazione dell’uno vale uno. Significa che siamo tutti uguali, non che uno vale l’altro. Esistono le competenze, la dedizione, le capacità”.

Marco: “Qui a Terni sembrava che candidato a sindaco fosse Salvini”.

Luca: “Sì, una trasfigurazione. Salvini era il sindaco delle città che visitava, è divenuto il sindaco d’Italia. Il Capitano, come lo chiamano”.

Thomas: “Di Maio sarà un moderato, avrà tanti difetti, ma il movimento ha scelto di farsi rappresentare al governo da persona qualunque. Dava il senso di quel che intendevamo fare: mettere una zeppa per far andare fuori giri il sistema. Si può dire che ci siamo riusciti”.

Valentina: “A Terni avevamo grandi speranze”.

Marco: “I ternani non sono noti per la perspicacia”.

Thomas: “Dobbiamo alla svelta riorganizzarci. La base deve contare di più, la comunicazione con Roma dev’essere puntuale. Non dobbiamo trovarci nella situazione che abbiamo vissuto. Fossero stati più accorti avrebbero capito un anno fa e non adesso che bisognava cambiare passo”.

Luca: “Adesso che fai?”. Thomas: “Già, adesso devi stringere i denti”.

Fabrizio: “Speriamo”.

Thomas: “Gioca a farci bruciare le dita lasciandoci il cerino acceso in mano”.

Valentina: “Ecco”.

Thomas: “Non facciamoci fregare un’altra volta”.

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