Francesco Erspamer ) – Ormai ogni settimana, se non più spesso, c’è un sondaggio e ogni settimana è diverso. E lo stesso ogni settimana c’è chi lo cita e commenta, con ansia o soddisfazione, come se si trattasse di un fatto. È la politica (e la verità) ridotta a gossip, a moda, a consumo, come del resto l’informazione: tutte sono breaking news per un pubblico drogato di novità e che cerca di compensare un tragico vuoto di valori e la propria irrilevanza con brevi ma continue emozioni a telecomando. Se questo sistema esiste, vuol dire che conviene ai ricchi e ai potenti: il liberismo prospera quando invece di decisioni maturate nel tempo, preparate con attenzione, fondate su competenze e tradizioni, ci si affida alla superficialità e alla fretta.
Nella grande stagione delle lotte socialiste e sindacali il processo di emancipazione dei popoli passava attraverso la loro presa di coscienza; era questa la premessa indispensabile e irrinunciabile di ogni duratura trasformazione sociale: si sapeva bene che la democrazia, l’eguaglianza e la libertà non possono essere ricevute in dono, occorre prendersele, altrimenti diventano anch’esse strumenti di oppressione. La nuova sinistra liberal e i suoi intellettuali puntano invece alla rottamazione della Storia e della morale, all’appiattimento sui desideri immediati, facilmente manipolati dalla pubblicità e dalla propaganda dei giornali, alla sostituzione della responsabilità con l’edonismo e del senso di appartenenza con il culto di sé stessi.
Ce la faremo a resistere alla voce suadente delle sirene che ci attirano nell’abisso dell’individualismo? Se non si è pronti, meglio tapparsi le orecchie con la cera: respingerle, ignorarle. Meglio ancora ascoltare e così smascherare l’inganno: ma solo dopo essersi fatti legare all’albero maestro; fuori metafora, dopo essersi dati dei vincoli, delle regole, dei princìpi, delle categorie di analisi e di giudizio. Affrontare il più pervasivo potere economico e mediatico della Storia in modo ingenuo e romantico, senza rigore, intransigenza e preparazione, è un suicidio.
