
Il governatorePd del Piemonte Sergio Chiamparino fa quel che può per portare avanti la sua campagna a favore dell’Alta velocità Torino-Lione: la sua campagna per l’opera coincide un po’ anche con quella per se stesso, visto che a maggio corre per la riconferma. E l’idea dell’ex sindaco di Torino è che a maggio si tenesse pure una consultazione popolare sul Tav tra i cittadini del Piemonte: “È previsto dallo Statuto regionale”, ha ricordato chiedendo che il ministro dell’Interno Matteo Salvini procedesse ad autorizzare ed organizzare il tutto. Come Il Fatto ha spiegato più volte però (e anche oggi con Michele Ainis qui sotto), il referendum consultivo regionale non ha nulla a che fare col Tav: lo Statuto del Piemonte lo prevede sostanzialmente in tre casi e il tunnel caro a Chiamparino non rientra tra questi (potrebbe, ma non lo farà, fare un referendum tra i cittadini che avranno a che fare con l’opera, i valsusini); una consultazione regionale su un’opera finanziata coi soldi di tutti non ha alcun senso. Come che sia, il governo ha già risposto no: “Non si può fare”, hanno detto Salvini e Conte. Intanto il Piemonte non ha una legge regionale e per un referendum consultivo nazionale serve una legge costituzionale.
