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Il tesoriere Battelli: “Con Zingaretti umanamente avanti rispetto a Renzi” Il deputato Colletti: “Speriamo il nuovo corso sia davvero nuovo”

FEDERICO CAPURSO ROMA   LA STAMPA

Gli uomini di governo del Movimento 5 stelle osservano le primarie del Pd dallo spioncino. C’è curiosità. E l’orecchio, attaccato alla porta, ha avvertito con forza l’eclatante vittoria di Nicola Zingaretti, il governatore del Lazio che con i grillini e i loro elettori vorrebbe dialogare. Per questo osservano, ma preferiscono non commentare: «A Salvini gli verranno le paranoie, sospetterà che vogliamo tradirlo», ragiona a microfoni spenti un sottosegretario M5S. Ma c’è anche il timore – di fronte all’affluenza registrata ai gazebo – di aver «rianimato il Pd, per colpa di tutta la propaganda leghista di questi mesi». Il «forno» con i dem, che nei mesi di gestazione dell’esecutivo si accese a intermittenza, potrà forse tornare a scaldarsi, ma non ora. Perché rimane un problema enorme sulla strada verso il dialogo: Matteo Renzi. «Non riesco proprio a immaginarmi il nostro gruppo che lavora a braccetto con il senatore Renzi in una commissione di palazzo Madama», mette giù secco Sergio Battelli, tesoriere del Movimento. «Il governo con la Lega durerà cinque anni. E ogni scenario diverso – assicura – è pura fantascienza». Certo, se gli scenari politici vengono messi da parte, «con Zingaretti umanamente siamo un passo avanti rispetto a Renzi, ma da qui a dire che sia possibile costruire qualcosa con lui, ce ne passa». E il problema, al di là delle persone, delle loro storie e del carattere, è anche pratico. «Ci sarà un nuovo segretario, ma non cambieranno i parlamentari del Pd eletti alla Camera e al Senato – sottolinea il deputato Luca Carabetta -. Sono curioso di vedere come Zingaretti riuscirà a gestire un gruppo parlamentare composto principalmente di renziani». Se anche il nuovo segretario del Pd volesse instaurare un rapporto diverso con i Cinque stelle, «dovrebbe comunque fare i conti con i parlamentari dem che continuano a pensarla come Renzi. E quindi, a odiarci». Poi, aggiunge Carabetta, «ho l’impressione che il Pd continui a parlare di persone, più che di idee. Con questi presupposti, non vedo nessuna possibilità di costruire una piattaforma politica comune, come abbiamo fatto con la Lega». Ma l’ostracismo nei confronti di Zingaretti sfuma con facilità, nel variegato mondo grillino, dove non tutti hanno la stessa fiducia nell’alleanza con la Lega. L’anima di sinistra del Movimento, che si riconosce nella corrente “ortodossa” guidata dal presidente della Camera Roberto Fico, sembra guardare con un misto di speranza e diffidenza alla leadership di Zingaretti. «Spero che il nuovo corso sia davvero nuovo, perché è importante che ci sia una sana opposizione in Parlamento – dice il deputato Andrea Colletti -. Ma voglio vedere concretamente se faranno un’opposizione ragionata o se, come è stato fino ad oggi, la loro continuerà ad essere una battaglia strumentale, contro tutto e tutti, mai costruttiva». Qualche dubbio in meno ce l’ha Andrea Perilli, oggi al Senato, ma dal 2013 al 2018 consigliere in Regione Lazio, «dove Zingaretti ho imparato a conoscerlo bene, e con cui ho avuto un rapporto politico fatto di alti e bassi». A volte – ricorda Perilli – «aveva il modo di fare del buon padre di famiglia, sembrava prestarci ascolto; altre volte, invece, tirava dritto e affossava la Regione su dei temi cruciali. Non gli assegnerei di slancio il ruolo di dialogante con il Movimento, però. È sempre stato molto cauto nel riferirsi a noi». Il dubbio che in molti coltivano nelle chat interne è che il milione e mezzo di presenze ai gazebo del Pd sia un segnale forte, di vivacità del centrosinistra e di reazione all’atmosfera destrorsa che avrebbe alimentato il governo. Un campanello d’allarme, per quanti nel Movimento speravano di intonare il de profundis del Pd e invaderne le praterie elettorali. Un segnale di speranza, invece, per chi si augura di tornare a scaldare quanto prima il “forno” a sinistra. E lasciare Salvini, se non al palo, almeno con un po’ d’ansia.