giovedì 21/02/2019

CASO DICIOTTI – ORA LA PAROLA AL TRIBUNALE DEI MINISTRI

Così come era successo già per il ministro Matteo Salvini, la Procura di Catania chiede l’archiviazione anche per i suoi colleghi di governo Luigi Di Maio e Danilo Toninelli e per il premier Giuseppe Conte. È la risposta agli atti che erano stati inviati quattro giorni fa dalla Giunta per le immunità del Senato: sono le relazioni che Salvini aveva allegato alla sua memoria difensiva, a dimostrazione – nelle intenzioni del governo – che la decisione di trattenere i 177 migranti a bordo della nave Diciotti fosse stata di natura collegiale.

Il presidente della Giunta, Maurizio Gasparri, aveva dunque inviato a Catania le memorie dei membri dell’esecutivo, per rimetterle alla valutazione dei magistrati, che ieri hanno notificato a Palazzo Chigi la richiesta di archiviazione. Come noto, nel caso di Salvini, il tribunale dei ministri ha poi chiesto invece il rinvio a giudizio e di conseguenza l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro-senatore, respinta due giorni fa dalla Giunta. Se dovesse accadere lo stesso per Conte, Toninelli e Di Maio, sarà di nuovo il Senato a dover decidere nei primi due casi; mentre la parola passerà alla Camera nel caso del vicepremier 5 Stelle, che è deputato. La legge prevede che nei casi in cui il premier non sia parlamentare (come Conte) sia palazzo Madama a rispondere ai magistrati.

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