giovedì 21/02/2019

Non mi ricandido. Non sarò più sindaco di Livorno.
Filippo Nogarin, lei era una delle bandiere M5S nelle città. Che succede?
Correrò per le Europee.
Lascia il lavoro a metà?
No. In cinque anni abbiamo ottenuto risultati eccezionali. Abbiamo cambiato il modello amministrativo della città. Adesso è giusto portare questa esperienza dove si può incidere di più, in Europa. Bisogna combattere l’austerity.
Federico Pizzarotti è stato cacciato; Virginia Raggi sta affrontando grandi difficoltà; Chiara Appendino è sotto pressione. E lei lascia… Il M5S dei sindaci è in crisi?
No. Il Movimento a Livorno è solido, abbiamo messo su un gruppo forte. Vedrete che i ragazzi saranno in grado di continuare e saranno premiati.
Chi sarà il suo successore?
Il mio auspicio è che sia la persona che mi è stata vicina in questi anni: la vicesindaco Stella Sorgente. Ma saranno gli attivisti a decidere.
Però la decisione di lasciare Livorno suona come una sorpresa…
È stata una scelta ponderata. E lunedì scade il termine per presentare la candidatura alle primarie del Movimento.
Cosa hanno detto da Roma quando l’hanno saputo?
Non ho ancora sentito nessuno.
Gira voce che nei giorni scorsi dovesse vedere Di Maio, ma che il leader abbia annullato l’appuntamento dopo la sua presa di posizione a favore del processo a Salvini…
L’appuntamento è saltato perché Di Maio aveva impegni di governo, il resto sono chiacchiere.
Quando ha incontrato l’ultima volta Di Maio per parlargli della candidatura?
A novembre.
Ma si vota già il 27 maggio…
Abbiamo tutti e due molti impegni istituzionali. Nessuna polemica.
Lei, Appendino e Raggi sul Fatto vi eravate espressi contro ‘l’immunità’ a Salvini: una frattura tra governo e territorio?
Io ho detto un’altra cosa: ho ricordato che come sindaco ho sempre dovuto rispondere delle mie azioni anche davanti ai giudici. E non fuggo i procedimenti penali, come quello sull’alluvione del 2017.
È giusto che Salvini invece eviti i magistrati?
Il ministro aveva ampi margini di successo nel processo. Ma rispetto il voto della piattaforma: una volta presa la decisione, noi dobbiamo restare compatti. Questa vicenda non spaccherà il Movimento.
Non dirà che nel Movimento va tutto bene…
Abbiamo avuto un problema di eccessiva crescita. Ci troviamo di fronte a un enorme bisogno di nuove figure di governo e di amministrazione. Il disagio nasce dai tempi troppo rapidi della nostra affermazione. Di Maio stesso ha suggerito una soluzione: spostarsi di nuovo verso territori ed enti locali. Dove abbiamo dato ottime prove. Ricordiamoci che tante conquiste dei Cinque Stelle sono nate nelle città: noi a Livorno abbiamo avviato il reddito di cittadinanza.
Le dispiace lasciare la sua città?
Oggi quando ho letto i messaggi dei consiglieri comunali ho pianto. Sono stati anni duri. Ho sentito la città dentro di me. E lasciare mi è costato molto. Chiedere una riconferma che credo sarebbe arrivata era la strada più facile.
Il giorno più doloroso?
L’alluvione. Sentirmi tutto quel dolore sulle spalle, vedere la gente che soffriva, i morti.
Lei è stato indagato e non ha mai nascosto la sua sofferenza…
Voglio che sia chiara una cosa: se fosse prevista una forma di immunità, io rinuncerei.
Cosa vorrebbe fare in Europa?
Come sindaco mi sono occupato di porti e trasporti. È un patrimonio molto utile per dare un volto diverso all’Europa.
C’è chi ipotizza che Movimento e Lega potrebbero unirsi anche a Bruxelles. Lei sarebbe d’accordo?
Mi sembra fantascienza. A parte la lotta all’austerità, siamo diversi su tutto. La Lega è sovranista e noi no. La Lega è per il regionalismo, noi vogliamo dare più peso alle istituzioni locali. Abbiamo visioni completamente diverse per l’Europa.
I Cinque Stelle nazionali sosterranno la sua candidatura?
Porto una grande esperienza e, spero, credibilità. Comunque mi sottopongo al voto degli iscritti.
E se non ce la facesse?
Sono pronto a tornare al mio lavoro.
