martedì 19/02/2019
GLI UOMINI DEL “CAPITANO” – LO SPETTACOLO DEI SALVINIANI NELL’ISOLA, TRA “GREMBIULINI”, AUDIO RUBATI E ACCUSE INCROCIATE

Che spettacolo la Lega di Salvini in Sardegna. Si vede di tutto: riciclati, rinviati a giudizio, massoni veri o presunti, espulsioni, chat di gruppo con calunnie e veleni, imbarazzanti telefonate private che diventano pubbliche. Intanto, come se non bastasse, la lista del Carroccio rischia di essere esclusa dalle elezioni di domenica. Ma procediamo con ordine. Mentre il Capitano gira l’isola tra selfie e bagni di folla, il partito che porta il suo nome sembra una truppa conflittuale e scalcagnata.
Il commissario della Lega in Sardegna è un lombardo di Erba, il deputato Eugenio Zoffili, ex capo della segreteria di Salvini a via Bellerio. Il vicecommissario si chiama Dario Giagoni. Di recente è stato rinviato a giudizio per appropriazione indebita, ma è l’uomo scelto dai vertici per organizzare le truppe leghiste sul campo. Sul campo, però, succede di tutto.
Due settimane fa un ex militante locale, Marco Michi, ha pubblicato su Facebook l’audio di una telefonata in cui Giagoni ridicolizza Zoffili e Guido De Martini (il primo deputato sardo nella storia del Carroccio). Giagoni sostiene che i due vadano separati, perché De Martini “sta facendo il lavaggio del cervello” a Zoffili: un’autentica “circonvenzione d’incapace”. Ma pure De Martini ha “il cervello delle stesse dimensioni di una gallina”.
L’audio è diventato pubblico, Giagoni sostiene che le sue parole siano state tagliate e montate ad arte. Ma c’è un problema: è recidivo. Sulle avvelenate chat leghiste infatti circola un’altra sua telefonata. Parla di una potenziale candidata che evidentemente non gli va a genio: “Lasciamola fare – dice – che si suicidi da sola… io le tronco le gambe… però… sonda il terreno… non è che con Giovanni c’è qualche intrigo sessuale?”.
“Giovanni” è Giovanni Nurra: ex numero 3 della Lega in Sardegna, responsabile di Sassari e dintorni. Giagone, a quanto pare, era interessato a scoprire “intrighi sessuali” tra lui e una collega.
Nurra alla fine è stato cacciato, ma per un’altra ragione: la scoperta della sua passata affiliazione a ben due logge massoniche. Non l’ha presa benissimo. Prima ha scritto una lunga lettera di accuse, paragonando Zoffili al coreano “Kim Jong Un”. Poi ha vuotato il sacco: “Io sono stato massone e non è un crimine – racconta al Fatto – ma nella Lega in Sardegna non ha idea di quanti massoni ci siano… alcuni sono anche in lista”. Segue elenco esaustivo con nomi, cognomi e professioni. L’ex dirigente nomina, tra gli altri, la candidata sassarese Maria Assunta Agiolas: “La sua iniziazione alla loggia dei Principi di Dan la feci io…”. Contattata al telefono, Argiolas smentisce con grazia: “Massone sarà lei e famiglia”.
Nelle stesse conversazioni whatsapp degli amabili colleghi leghisti, circola pure la fotografia di un altro candidato, Giorgio Todde, capolista nel collegio dell’Ogliastra, mentre indossa un grembiulino da apprendista massone. Magari è solo una carnevalata, ma insomma: il clima è questo nella Lega di Sardegna.
Tra i candidati peraltro non ci sono solo grembiulini. La nuova classe dirigente è stata edificata sull’accordo con il Partito sardo d’azione di Christian Solinas, senatore della Repubblica e candidato presidente (dovesse vincere, sarà già costretto alle dimissioni da Palazzo Madama), ma pure su un discreto numero di riciclati. Tra i tanti saltati in corsa sul Carroccio dei vincitori c’è Michele Pais: ex Alleanza Nazionale, Pdl e Forza Italia, prima del colpo di fulmine con Salvini. Oppure Pierluigi Saiu: ex coordinatore regionale dei giovani berlusconiani, convertito pure lui al verbo della destra populista. O ancora, Titino Sebastiano Cau, passato dai moderati dell’Udc ai “parisiani” di Energie per l’Italia, infine alla corte del Capitano.
Il pirotecnico Nurra – che dopo la cacciata dalla Lega è rimasto nella coalizione di Solinas e si candida con l’Unione democratica sarda dello storico Dc Mariolino Floris – non ha parole dolcissime per la qualità delle liste leghiste: “I curricula dei candidati sono spaventosi, si vede che volevano far eleggere dei burattini. Lo sa chi ha candidato Zoffili ad Oristano? Un suo ex compagno di classe, Luca Erba. Un lombardo, che viene in Sardegna a fare le vacanze in Costa Smeralda e ha preso la residenza qui per farsi candidare”.
L’ultimo paradosso è che la Lega domenica rischia pure l’esclusione. Sui candidati di Salvini (e quelli di altre quattro liste: Energie per l’Italia, Forza Italia, Sardegna civica e i “pizzarottiani” di Sardegna in Comune) pendono ricorsi in tutti i tribunali della Regione. Quello di Sassari ha fissato per oggi l’udienza che potrebbe squalificare i leghisti. Il Carroccio ha saltato la raccolta firme grazie all’ “adesione tecnica” di un “garante”: il consigliere del Partito sardo d’azione Paolo Luigi Dessì. In pratica è la stessa operazione compiuta a marzo da Bruno Tabacci per consentire a Emma Bonino di presentare +Europa alle Politiche. Il problema è che Dessì, dopo aver fatto da sponsor alla Lega, si è candidato con un’altra lista (quella del Psd’Az). E ora il nome di Salvini rischia di sparire dalle urne, almeno nel collegio di Sassari.
