martedì 19/02/2019
IL CAOS – IL CARROCCIO VUOLE NUOVI PALETTI, SI FERMANO I LAVORI A PALAZZO MADAMA. È SCONTRO ANCHE CON ROSSI (TOSCANA) CHE RICORRE ALLA CONSULTA SUI NAVIGATOR

La guerra del reddito di cittadinanza vede il Movimento 5 Stelle impegnato a combattere su due fronti diversi. Il primo è con gli alleati della Lega che stanno cercando di inserire paletti sempre più stringenti alla misura. Il secondo è con le Regioni che non sono disposte ad accettare che sia il governo ad assumere i 6 mila navigator attraverso la società Anpal Servizi. Il cammino di conversione del decretone, insomma, si fa sempre più una corsa a ostacoli. E il 6 marzo, data di apertura delle domande sul sito web, si avvicina.
La giornata di ieri ha prodotto un nulla di fatto in Senato: la seduta della commissione è stata “sconvocata”. Il governatore della Toscana Enrico Rossi, inoltre, ha detto che sta per essere presentato un ricorso alla Corte costituzionale per rivendicare la competenza regionale sul reclutamento di personale nei centri per l’impiego. I lavori parlamentari sono bloccati, perché manca un accordo tra i due partiti di maggioranza. La Lega ha presentato una serie di emendamenti che hanno l’obiettivo di mostrarsi meno generosi al proprio elettorato, in particolare verso quella parte più critica nei confronti di un provvedimento giudicato troppo assistenziale. Uno degli obiettivi del Carroccio è rendere temporaneo il sussidio che, secondo l’Inapp (l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche), ha una platea potenziale di 4 milioni di persone. Il decreto approvato dal governo prevede solo lo stop and go di un mese ogni anno e mezzo, ma se la famiglia ha ancora i requisiti è riattivabile infinite volte. La Lega vorrebbe invece che diventi rinnovabile una sola volta. Tre giorni fa il viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia ha detto che “il reddito di cittadinanza non può essere sine die”. La sua omologa pentastellata Laura Castelli ha risposto che non ci sarà “nessuna modifica” e che “se qualcuno vuole mettere in dubbio la formulazione uscita dal Consiglio dei ministri, deve prima parlare con i due vicepremier e con il premier”. Dopo l’annullamento della seduta di ieri, il presidente della commissione Bilancio al Senato Daniela Pesco (Movimento Cinque Stelle) si è lasciato andare a un’ammissione: “C’è qualcosa che non va tra noi e il governo e gli uffici. È una sofferenza – ha detto – dover ammettere che c’è qualcosa di questa portata che non va. Questa volta non me lo aspettavo neanche io che si arrivasse a tanto”. Oggi si farà un nuovo tentativo.
Ancora più complesso è lo scontro con le Regioni, perché qui gli interlocutori sono venti diversi e tra l’altro è ormai all’orizzonte uno scontro alla Consulta. La Toscana ha annunciato il ricorso ma non dovrebbe essere l’unica. “In Toscana – ha detto il presidente della Giunta Enrico Rossi – non ci saranno navigator presi come precari e assunti senza le procedure concorsuali previste dalla Costituzione”.
Il problema è che il governo vuole usare la società per azioni pubblica Anpal Servizi per assumere i 6 mila navigator inquadrati come co.co.co. che dovranno seguire i percettori del reddito di cittadinanza e permettere alle Regioni di assumerne altri 5.600 (4 mila a tempo indeterminato e 1.600 per due anni). Le Regioni si oppongono ricordando che la competenza sulle politiche attive del lavoro è concorrente (sarebbe diventata statale se avesse vinto il sì al referendum costituzionale del 2016). Quindi vogliono assumerli tutti direttamente nei propri centri per l’impiego sui quali hanno la titolarità; al massimo permettere ad alcune Regioni di avvalersi del personale dell’Anpal Servizi stipulando una convenzione con la società. Questa vicenda sarà una patata bollente nelle mani di Mimmo Parisi, prossimo a diventare presidente dell’Anpal. Quello attuale, Maurizio Del Conte, ha già fatto sapere che non intende firmare alcuna assunzione di navigator senza un accordo tra governo e Regioni.
