giovedì 14/02/2019
CONTRADDIZIONI – GIÀ NEL SAGGIO DEL 2017 AVEVA PROVATO A INDICARE DEI MANDANTI: ALLORA ERA IL PM WOODCOCK CHE ORA INVECE SCAGIONA

Il ritorno di Matteo Renzi sul ‘luogo del caso Consip’ ha il sapore di una minestra riscaldata male. Il nuovo libro ripercorre le tesi complottistiche del precedente aggiungendo alcune novità che talvolta sono smentite dai fatti, talvolta cozzano con le precedenti ricostruzioni dello stesso Renzi. Comunque non spostano di un centimetro il problema che l’ex premier rimuove da due anni: Carlo Russo. Per quanto si affanni ad attaccare i Carabinieri sostenendo la tesi del complotto non riuscirà mai a spiegare perché Carlo Russo, un amico di suo padre e non di Scafarto, entri nella stanza del re degli appalti (Alfredo Romeo) e si metta a trattare un compenso per sé e per Tiziano Renzi, ignaro delle richieste per i pm.
Ammettiamo anche che il capitano Scafarto abbia manipolato volutamente la famigerata intercettazione in danno di Tiziano, restano da spiegare ore di conversazioni tra Russo e Romeo ben più importanti di quella. Renzi continua a scrivere libri contro il Noe ma non scrive mai una riga contro Russo, definito millantatore dai pm. Non se ne esce: o il complotto è stato ordito anche da Russo, magari insieme ai Carabinieri, o il complotto è una balla.
Renzi poi sostiene nel libro che il capitano Scafarto “qualche mese prima dei fatti contestati esplicita la sua linea a un magistrato di Modena, Lucia Musti, che sotto giuramento al Csm riporterà le parole testuali: “Dammi le prove per arrivare a Renzi. Devo arrestare Renzi”. Probabilmente avrà letto un verbale che noi non abbiamo. O forse avrà letto le cronache di qualche grande quotidiano con frasi virgolettate mai pronunciate dal pm Lucia Musti. Al Fatto risulta una versione più sobria: “Scoppierà un casino, arriviamo a Renzi”. Parole riportate dalla Musti e smentite da Scafarto, ben diverse da quelle riportate da Renzi. Infine la versione del libro nuovo smentisce quella della precedente opera. Eravamo rimasti alle insinuazioni su un complotto a tre che avrebbe coinvolto il pm Henry John Woodcock, il Fatto Quotidiano e i Carabinieri del Noe. Nel vecchio libro Renzi argomentava la tesi ricostruendo in modo insinuante e sballato il nostro scoop del 2015: la pubblicazione della telefonata tra lui e il generale della GdF Michele Adinolfi, nella quale sparlavano di Enrico Letta. La conversazione era stata intercettata nel 2014 dal Noe e pubblicata dal Fatto il 10 luglio 2015. “Faccio la conoscenza del Noe, che su incarico di un pm di Napoli, il dottor Woodcock, mi intercetta. Apprenderò dell’intercettazione mentre sono presidente del Consiglio, grazie a uno scoop del Fatto Quotidiano firmato da un giornalista che si chiama Marco Lillo. Segnatevi mentalmente questo passaggio: Procura di Napoli, un certo procuratore, il Noe dei carabinieri, il Fatto Quotidiano, un certo giornalista. Siamo nel 2014, non nel 2017, sia chiaro. Che poi i protagonisti siano gli stessi anche tre anni dopo è ovviamente una coincidenza, sono cose che capitano”.
La tesi era falsa e già smentita dai magistrati di Napoli. Lo scoop, come era a tutti noto, è giunto al Fatto dagli avvocati e non dal pm Woodcock o dai Carabinieri. Ora Renzi torna a scrivere del complotto ma cambia tesi. Ovviamente scagiona Woodcock ma il suo obiettivo resta il Noe, cioé Ultimo e Scafarto. C’è però un buco logico tra i fatti nuovi svelati nel libro e questa nuova tesi: l’ex premier rivela di avere dato il suo assenso al passaggio di Ultimo ai servizi segreti. Sostiene che lo fece per catturare Matteo Messina Denaro. Peccato che l’Aise faccia tutt’altro. Quello sarebbe eventualmente il compito dell’Aisi.
Perché allora un premier che considera (sbagliando) il Noe un corpo inaffidabile già nel 2015, per lo scoop sulla sua telefonata (che invece arrivava dagli avvocati) si sarebbe messo nei servizi segreti uno come Ultimo? Per avere la risposta bisognerebbe sapere se Renzi e Ultimo prima del passaggio ai servizi si incontrarono, cosa si dissero e chi li presentò. Sarà per il prossimo libro.
