lunedì 21/01/2019
I DATI DELL’OSSERVATORIO VENETO CONFERMANO L’ISTAT – IL TREND

Arriva dal Veneto un nuovo piccolo segnale incoraggiante per il mercato del lavoro. Nella Regione simbolo del “ricco Nord-Est”, tra ottobre e dicembre 2018 c’è stato un importante aumento delle stabilizzazioni di contratti a termine. Vale a dire che è cresciuto, rispetto ai trimestri precedenti, il numero di lavoratori precari che hanno ottenuto un posto fisso. Considerando che la stretta sui rapporti a scadenza voluta dal ministro Luigi Di Maio è stata approvata a luglio, convertita in legge ad agosto ed entrata pienamente in vigore il primo novembre, è probabile che le nuove norme contenute nel decreto Dignità abbiano aiutato nella creazione di occupazione più tutelata.
A dirlo è Veneto Lavoro, un osservatorio molto attento alle dinamiche del mercato nel territorio. I dati, va detto, sono parziali e vanno commentati con cautela. Quello più interessante rilevato nell’ultimo trimestre dell’anno appena passato riguarda le trasformazioni dei rapporti a tempo determinato in rapporti stabili. Cioè esattamente quello che il decreto Dignità si proponeva di incentivare, rendendo più difficile l’utilizzo dei contratti a termine. Tra ottobre e dicembre le stabilizzazioni in Veneto sono state oltre 20 mila. Non poche, considerando le 14 mila tra gennaio e marzo, le 11.600 tra aprile e giugno e le 14.500 tra luglio e settembre. Nell’ultimo quarto di 2018, insomma, le imprese venete hanno aumentato le trasformazioni di tempi determinati in stabili, probabilmente con l’aiuto del decreto Dignità, ma hanno anche tirato il freno sulle nuove assunzioni, sia a tempo indeterminato (passate da 39 mila a 34 mila) sia a tempo determinato (da 187 mila a 143 mila).
La riduzione della nuova occupazione è un effetto del rallentamento dell’economia che si registra a livello nazionale in tutta la seconda parte del 2018. I numeri negativi del Prodotto interno lordo, insomma, hanno portato una diminuzione del totale dei posti di lavoro. Il Veneto non è stato esente e questo, come detto, emerge dallo stesso report. Tra gennaio e giugno, nella Regione ci sono state 470 mila assunzioni di lavoratori dipendenti. Tra luglio e dicembre, invece, gli ingressi si sono fermati a 403 mila. Alla fine dell’anno, l’aumento dei posti di lavoro rispetto al 2017 è di 25 mila posti: somma data dal notevole incremento del primo semestre e dai cattivi numeri del secondo, durante il quale l’occupazione è diminuita di parecchio.
IL FENOMENO
Nell’ultima fase del 2018 è entrato in vigore il decreto Dignità, con le nuove norme
In sintesi, che cosa è successo in Veneto nel 2018? Nei primi sei mesi i posti di lavoro sono aumentati, sia stabili sia a scadenza. Nella restante parte dell’anno, invece, sono diminuiti per effetto delle cattive performance dell’economia. Ma nello stesso tempo, molti lavoratori che prima erano precari hanno avuto un contratto permanente. L’aumento delle stabilizzazioni, va ricordato, era iniziata (in tutta Italia e anche in Veneto) già a gennaio. I motivi sono due: il primo è che nell’ultimo triennio le imprese avevano assunto tantissimi lavoratori a termine. Secondo le norme precedenti al decreto Dignità, il limite massimo per usare addetti precari era 36 mesi. Quindi molti di questi, non più rinnovabili, a partire da gennaio sono stati assunti a tempo indeterminato. Il secondo è l’incentivo per chi prende stabilmente un giovane con meno di 35 anni.
Il decreto Dignità, almeno in Veneto, sembra aver accelerato la tendenza nella fase finale del 2018. Con le norme introdotte a novembre dal governo giallo-verde è più difficile assumere precari: il limite è di 24 mesi, i rinnovi possibili sono quattro e non più cinque e richiedono la causale (necessaria anche per tutti i contratti superiori a 12 mesi). I primi risultati si sono intravisti nei dati Istat nazionali di novembre 2018, che segnalano un mercato del lavoro fermo rispetto al mese precedente, ma nel quale la somma zero è data dall’aumento dei lavoratori stabili (più 15 mila) e dalla riduzione dei precari (meno 22 mila). Il report di Veneto Lavoro conferma gli effetti del decreto. È ancora presto però per festeggiare, le aspettative iniziali erano ben più ambiziose, ma i risultati veri andranno valutati in periodi più lunghi.
