Durante il suo primo mandato, Donald Trump aveva già cercato di risolvere in altro modo il “problema” Venezuela. Allora, era il 2019, gli Usa sostennero come presidente legittimo Juan Guaidó, che allora si opponeva a Nicolas Maduro in uno stallo istituzionale che si sarebbe protratto per anni. E l’Italia? Il governo Lega-M5S, presieduto da Giuseppe Conte, preferì non seguire la posizione americana e dell’Ue, non riconoscendo Guaidó pur senza appoggiare il suo rivale Maduro.
L’altra sera, Conte lo ha ricordato intervenendo a 10 minuti su Rete4, attaccando Meloni per la troppa riverenza con cui ha legittimato l’attacco degli Stati Uniti in Venezuela. Dopo le controverse elezioni del 2018, nel gennaio successivo Caracas si trovò spaccata tra chi riconosceva la nuova vittoria di Maduro e chi invece riteneva valida la proclamazione di Guaidó. Grandi potenze mondiali come la Russia, la Cina e la Lega Araba si schierarono con Maduro, mentre gli Usa di Trump guidarono fin da subito il fronte occidentale a favore del nuovo presidente, sperando di rimuovere definitivamente il vecchio. Francia, Germania e varie istituzioni europee dichiararono legittima la posizione di Guaidó, anche a seguito di forti pressioni americane. L’Italia si mantenne da parte, come lo stesso Conte confermò con una lettera pubblica a Guaidó.
Nel maggio 2019, dopo già parecchi mesi di crisi, l’autoproclamatosi presidente del Venezuela lanciò un appello all’allora premier italiano, che rispose sulla Stampa: “L’Italia, assieme agli altri Paesi dell’Ue, ha sempre distinto, in modo lineare e coerente, gli organi democraticamente eletti, quale l’Assemblea nazionale da lei presieduta, dagli organi privi di legittimità democratica, quale la presi- denza della Repubblica. Il mio governo non l’ha riconosciuta, tuttavia, quale presidente ad interim del Paese, non solo per ragioni di ordine giuridico-formale, ma anche perché consapevole del rischio di contribuire alla radicalizzazione delle rispettive posizioni, favorendo la spirale di violenza con il risultato di rendere ancora più drammatica la condizione della popolazione. Questo anche nella prevedibile prospettiva di un confronto internazionale ‘per procura’”. Per anni non sarebbe cambiato nulla, con Guaidó mai in grado di andare fino in fondo. Ora gli americani hanno scelto un’altra strada. Stavolta, col sostegno dell’Italia.